Cronaca

"Io non mi ammazzo": la protesta 'social' di un cittadino bresciano

Migliaia e migliaia di visualizzazioni per la protesta tutta social del camuno Massimo Beretta, titolare di un negozio di animali a Pisogne. Dal web l'attacco allo Stato italiano: "I nostri governanti vogliono farci suicidare"

Mi chiamo Beretta Massimo, lavoratore e prima ancora marito di una donna splendida. Dichiaro apertamente di non riuscire più a pagare, con i miei incassi, tutte le tasse che lo Stato mi chiede. […] Mi rifiuto categoricamente di continuare a contribuire alle spese per il mantenimento dei privilegi della calsse politica che ci governa, vera protagonista della crisi economica.

Questa la protesta ‘social’ del commerciante bresciano Massimo Beretta, che su Facebook lancia l’hashtag #iononmiammazzo e apre una pagina ad hoc “creata per i commercianti, gli artigiani e tutti i dipendenti stanchi di dover mantenere altri con il frutto del proprio lavoro”. Una protesta crossover, e che vorrebbe coinvolgere tutte le categorie lavorative.

Beretta ha 36 anni, abita a Breno ma è titolare di un negozio di animali a Pisogne. La sua pagina ha già fatto il ‘botto’: oltre 10mila Like in poche settimane, e circa 40mila condivisioni per la sua fotografia, pubblicata proprio l’ultimo giorno dello scorso anno, il 31 dicembre.

Il suo atto d’accusa è violentissimo. I politici, scrive Massimo, “hanno mantenuto uno Stato parassitario, e scaricato le proprie responsabilità verso le categorie più deboli, in particolare commercianti e artigiani”. Tassa dopo tassa, conclude, “ci hanno portato allo stremo e oltre”. “Questa è l’accusa maggiore che faccio ai nostri governanti: induzione al suicidio”.

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