Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Tangenti, Nicoli Cristiani davanti ai Pm: «Sono soldi miei»

L'ex vice-presidente del consiglio regionale è stato interrogato per quattro ore dal pm di Milano Paolo Filippini. Ha continuato a difendersi sostenendo che i 100 mila euro in contanti trovati in casa sarebbero soldi suoi e non una tangente

L'ex vicepresidente del consiglio regionale lombardo, Franco Nicoli Cristiani, in carcere dallo scorso 30 novembre con l'accusa di corruzione, è stato interrogato stamani per circa 4 ore dal pm di Milano Paolo Filippini e, da quanto si è saputo, ha continuato a difendersi sostenendo che quei 100 mila euro in contanti che gli sono stati trovati in casa non sarebbero una tangente, ma soldi suoi.

Nicoli Cristiani, secondo l'accusa, avrebbe intascato una mazzetta da 100 mila euro dall'imprenditore Pierluca Locatelli per accelerare le autorizzazioni per la cava di Cappella Cantone nel Cremonese, da trasformare in discarica d'amianto.


Nelle scorse settimane, dalle indagini del pm Filippini e dell'aggiunto Alfredo Robledo (che avevano ricevuto per competenza le 'carte' dalla Procura di Brescia che indaga su un traffico di rifiuti), era emerso poi che quei 100 mila euro trovati in casa del politico non sarebbero gli stessi che gli avrebbe versato Locatelli. Da qui l' 'ombra' di una seconda tangente intascata dall'ex vicepresidente del consiglio regionale, sui cui gli inquirenti - che hanno già sentito a verbale Locatelli, la moglie, e un funzionario dell'Arpa che avrebbe fatto da 'intermediario' - stanno compiendo accertamenti.

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