Cronaca

Inquinamento: termosifoni spenti, migliora la qualità dell'aria in città

A giocare a favore dei polmoni, lo spegnimento dei riscaldamenti che dal mese scorso ha contribuito non poco a ripulire l'aria e a fare scendere le concentrazioni di pm10

Migliora la qualità dell’aria in città. Nonostante numeri e statistiche raccontino di come sinora i giorni di esubero da Pm10 si attestino a quota 54 - a fronte di un tetto massimo annuale stabilito dalla normativa pari a 35 giorni - marzo ha spezzato l’avanzata dello smog.

Nove le giornate in cui le centraline hanno segnalato valori superiori al limite dei 50 microgrammi per metro cubo. A giocare a favore dei polmoni, lo spegnimento dei riscaldamenti che dal mese scorso ha contribuito non poco a ripulire l’aria e a fare scendere le concentrazioni di pm10.

«Se da un lato la buona ventilazione del periodo porta in zone più alte gran parte delle polveri inquinanti - riferiscono dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente - dall’altra lo stop alle esalazioni dei riscaldamenti non fa che associarsi in maniera virtuosa al processo di pulizia naturale dell’atmosfera».

Un andamento, quello di quest’anno, che rispecchia la storia degli ultimi dieci anni e sul quale è puntata l’attenzione di Loggia e Broletto. Al centro, uno studio approfondito che sappia fornire le coordinate utili per mettere a punto strategie volte ad abbassare la concentrazione di inquinanti.

Quindi, la stesura di un vero e proprio «piano», su cui le amministrazioni sono già al lavoro. E che potrebbe partire proprio dalle limitazioni del traffico (se non dal blocco totale dei veicoli) qualora le centraline rilevassero un esubero per dieci giorni consecutivi. A luglio la prima verifica

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