Cronaca

Arriva l'Inno della Lombardia di Mogol: "Easy e con profumo Rock"

"Nessuno l'ha sentito, ma tutti lo giudicano": Mogol interviene sulle polemiche montate intorno al progetto voluto da Maroni e non nasconde di essere "molto dispiaciuto" per il "sacco di balle che sono state dette"

Mogol

"E' una canzone che ha del feeling, con un ritornello easy e un assolo di chitarra elettrica che gli ha dato un profumo quasi rock": così Mogol descrive l'inno per la regione Lombardia scritto insieme a Mario Lavezzi, che sta finendo di registrare. "Nessuno l'ha sentito, ma tutti lo giudicano" dice il paroliere, "molto dispiaciuto" per il "sacco di balle" dette sull'inno, dal probabile titolo 'Lombardia'.

Sulla vicenda, lo scorso novembre era montata una polemica, dopo che il presidente della regione Roberto Maroni aveva detto di aver chiesto delle modifiche al compositore. Proprio una "sfumatura di arrangiamento", "è diventata - si duole Rapetti - una notizia".


"Ho scritto l'inno per niente, perché sono attaccato alle mie origini, non mi aspettavo - racconta - tanta ostilità, forse si è scatenata perché qualcuno ha pensato che lo abbia fatto per un partito, ma a me non interessa la politica, ho sempre fatto una vita riservata". Quasi intimo anche il testo dell'inno: "Un modo di scrivere della mia infanzia, di una strada di periferia dove la gente si prestava le cose e non si voltava dall'altra parte quando vedeva qualcuno star male".

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