Aldo vive con 150 euro al mese, ora rischia di finire in mezzo a una strada

Aldo Marcelli ha 65 anni, è disoccupato e abita in un alloggio comunale a Montichiari, ma non riesce a pagare l’affitto e rischia lo sfratto

Aldo Marcelli © Bresciatoday.it

MONTICHIARI. Non possiede praticamente nulla e non ha nessuno. A 65 anni rischia di finire in mezzo ad una strada, perché i 150 euro al mese che gli passa il Comune non bastano per comprare da magiare, figuriamoci per pagare l’affitto del minuscolo monolocale di via Cavalloti, sempre di proprietà del Comune, dove vive da qualche anno. Una stanza illuminata con una sola lampadina, perché le altre tre si sono bruciate e Aldo Marcelli non può certo permettersi di sostituirle. Vive nell’indigenza da ormai 6 anni, da quando il suo migliore amico (nonché suo ultimo datore di lavoro) se n’è andato. Da allora non ha più trovato un’occupazione

"Chi ti prende a lavorare a 65 anni compiuti? - racconta -  nemmeno il Comune al quale ho chiesto mille volte di darmi qualche lavoretto come spazzino intanto che mi riconoscono la pensione sociale. Mi hanno riempito di promesse, ma mai niente di concreto. I 150 euro che mi passano in tre tranche non mi bastano certo per vivere.  Mangio una volta al giorno, perché mi consegnano i pasti caldi quelli dei servizi sociali, ma nei fine settimana non vengono, quindi praticamente digiuno. Ogni volta che mi consegnano i soldi mi dicono di farmeli bastare e di stare attento, ma non si rendono conto che non è possibile vivere così. Per risparmiare faccio a meno del gas e uso un fornello elettrico".

"Sono anni che non mi compro qualcosa - continua con tono sommesso -. I vestiti che indosso me li hanno regalati, così come la televisione e quella coperta che ho sul letto. Una signora che abita qui vicino mi dà una mano, neanche lei se la passa bene, ma almeno ha una pensione e qualche volta mi chiama per fare qualche lavoretto. A volte mi fanno notare che ho un cellulare, ma non è mica uno di quelli di ultima generazione, mi serve solo per le emergenze, perché se mi succede qualcosa almeno posso chiamare i soccorsi. Non voglio fare la fine del precedente inquilino di questo appartamento che hanno trovato morto nel letto.”

Non esce mai e il suo unico svago sono le partite di calcio che passano in televisione, la sua unica gioia sono le vittorie della Juventus, la sua squadra del cuore. Ha sempre vissuto da solo (il padre non l’ha mai conosciuto e la madre è morta a 22 anni, quando era molto piccolo) e si è sempre arrangiato.

“Sono una  brava persona - ci tiene a precisare - ho sempre provveduto a me stesso e non ha mai rubato nulla. Forse sarebbe stato meglio se fossi stato un delinquente, perché in carcere vivono meglio di come vivo io. Poco tempo fa sono stato a Canton Mombello a trovare un amico e lui sta meglio di me. Io non esco mai di casa, perché non posso permettermi neanche un caffè e adesso sono proprio stanco. Se entro maggio non mi danno la pensione sociale io rischio di rimanere in mezzo a una strada.”

A supporto del suo racconto estrae dal cassetto una lettera del Comune, un invito a presentarsi per discutere della sua situazione debitoria: "Come faccio a pagare 100 euro al mese d’affitto se ne prendo 150? È assurdo. Il brutto - conclude - è che non sono di certo l’unico a vivere in queste condizioni. C’è anche chi sta peggio e si deve sapere."

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La nuova star della dieta? Un nutrizionista bresciano: "Ecco il mio metodo"

  • Tutte le regioni zona gialla a dicembre, ma si va verso il divieto di spostamento

  • Tragedia in paese: giovane uomo si chiude in garage e si toglie la vita

  • Maestra positiva al Covid: "Dolori allucinanti, anche alla testa. Ho temuto d'essere morta"

  • Lago d'Iseo: le storie e i segreti dell'Isola di Loreto in onda su Italia Uno

  • Zona rossa: il ristorante rimane aperto a pranzo, ed è tutto a norma di legge

Torna su
BresciaToday è in caricamento