“Abbiamo il cuore pieno di dolore. Perché una ragazza così giovane è stata sottratta alla vita?”

L’ultimo commosso saluto a Stella Mutti, morta a 19 anni in un tragico schianto in moto

La bara coperta dalle rose rosse, portata a spalle dai suoi amici, ha varcato la soglia della chiesa verso le 16 di sabato pomeriggio: ad abbracciare per l’ultima volta Stella Mutti c’erano centinaia di persone. Tanto che la parrocchiale di Nuvolera si è rivelata troppo piccola per contenere il dolore e lacrime dei parenti, dei tantissimi amici, dei compagni di scuola e di tutti coloro che conoscevano la 19enne morta giovedì notte in un tragico incidente in moto a Rezzato.

L'incidente

Stava rincasando dopo avere assistito al concerto di Ernia alla Festa di Radio Onda D’urto, in sella alla Yahama guidata dal fidanzato Ivan. Verso l’una e trenta, la due ruote si è scontataria contro una Jeep che svoltava a sinistra all’incrocio tra via Garibaldi e via Matteotti. L’impatto non sarebbe avvenuto a forte velocità, ma per Stella è stato fatale: sbalzata dalla moto, per lei non c’è stato più nulla da fare. Il fidanzato di 22 anni avrebbe riportato invece solo lievi ferite.

Il funerale di Stella

Una vita spezzata in pochi istanti e davvero troppo presto. Da poco aveva conseguito la maturità al liceo Gianni Brera di Brescia: Stella progettava di trascorrere qualche mese all’estero, prima di cominciare l’università. Non ne ha avuto il tempo. 

"Da parte di tutti, e soprattutto voi giovani, penso che salga un grido accorato: perché questo dolore, perché questa morte, perché questa ragazza così giovane è stata sottratta alla vita? - ha detto Don Angelo Perlato nel corso della toccante omelia - Sono interrogativi a cui dobbiamo rispondere non con la disperazione, ma con la speranza. Una nuova stella ora brilla nel cielo, nel mese delle stelle cadenti anche Stella è caduta - È caduta ma si è rialzata, è salita in cielo affinché sia una luce anche per noi."

Una ragazza forte, decisa, generosa: questi gli aggettivi usati da Don Angelo Perlato per ricordare la 19enne che Abitava in via Gramsci, a Nuvolento, con la famiglia:il padre, noto commercialista titolare di uno studio a Brescia, la madre, il fratello 22enne e la sorella minore di soli 15 anni.

Le indagini

Nel frattempo proseguono le indagini della procura: il 27enne di Mazzano che era al volante della Jeep è infatti risultato positivo all’alcol test. Il tasso etilico era tre volte oltre il limite di legge (1,38 g/l) per poi scendere al secondo controllo. Il giovane è indagato per omicidio stradale aggravato dallo stato di ebbrezza, ma nessun provvedimento è stato preso nei sui confronti: si attende infatti l’esito delle perizie disposte dal pm per chiarire la dinamica dell’incidente.


Stando a una primissima ricostruzione effettuata dalla polizia Stradale di Brescia, sia la moto che la Jeep viaggiavano in direzione del Lago di Garda: il fuoristrada avrebbe travolto la due ruote mentre - pare - stesse effettuando una manovra di svolta a sinistra, che è proibita a quell’incrocio. Anche la posizione del 22enne che guidava la Yamaha è però al vaglio della procura: resta infatti da accertare se la moto fosse in fase di sorpasso nonostante la linea continua. Come detto, a fare piena luce sulle cause dello schianto costato la vita alla 19enne saranno gli approfondimenti disposti dagli inquirenti sulla moto e sull fuoristrada, entrambi ancora sotto sequestro. 

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