Polemica dopo la morte di Marco: "Una strada ad alto rischio"

Non è il primo drammatico incidente quello di martedì sulla "Panoramica", solamente l'ultimo di una lunga lista. Carreggiata stretta, rettilinei e semicurve la rendono davvero perciolosa

SALÒ. Si accende la polemica sulla sicurezza della cosiddetta "Panoramica", la strada dove - martedì sera - ha perso la vita Marco Cucchi, 36enne di Manerba sposato e padre di due figlie piccole, Viola e Sofia, di 6 e 3 anni.

Non è infatti il primo drammatico incidente che si verifica su quell'asfalto 'maledetto'. Una quindicina d'anni fa, morirono una donna di Vobarno e la famiglia Zanardini venne distrutta dalla morte di due dei tre giovani fratelli, Alessandro e Lorenzo, mentre il terzo si salvò solo a seguito di lunghe cure. Ma la lista potrebbe continuare, nella quale appare anche il figlio del chirurgo Arnaldo Manenti.

In un blog, l'architetto Mauro Bocchio scrive che, nel breve periodo, sarà utile un adeguamento della carreggiata, la cui larghezza è "assai limitata". Inoltre, "la corsia ciclopedonale a monte, dall'albergo alla rotatoria di cima Zette, è resa pericolosa dalla palizzata in legno. Quindi: allargare la sede stradale e rifare il guard-rail, affinchè non rappresenti un ulteriore pericolo".

La Panoramica fu costruita nel 1962 in occasione dei Mondiali di ciclismo. E' in realtà un insieme di caratteristiche che la rendono davvero pericolosa. Su tutte, il continuo susseguirsi di rettilinei e semicurve insidiose. Si dovrebbe innanzitutto fare qualcosa per cercare di ridurre la velocità dei veicoli in transito.

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