Ragazzo morto sull'auto in fuga: il caso è chiuso, via libera al funerale

Non ci saranno ulteriori accertamenti su Matteo Simonetti, il ragazzo morto domenica all'alba a Rogno: mercoledì pomeriggio a Capo di Ponte i funerali

Si chiude il sipario sulla tragedia di Rogno: la Procura di Bergamo ha dato il via libera alla sepoltura di Matteo Simonetti, il ragazzo di 27 anni morto sul colpo dopo lo schianto all'alba di domenica mattina, a bordo della sua Alfa Mito mentre stava cercando di sfuggire ai carabinieri. Insieme a lui c'erano altri tre amici, tutti di Sellero e tutti finiti in ospedale: il più grave, 18 anni, è ancora ricoverato in prognosi riservata ma non sarebbe più in pericolo di vita.

Per Simonetti, invece, non c'è stato niente da fare: morto sul colpo dopo lo schianto. Ha fatto inversione dopo aver avvistato un posto di blocco dei carabinieri, a Bessimo. Ha proseguito per poco più di un chilometro, mentre i militari lo inseguivano a sirene spiegate, prima di schiantarsi a Rogno contro un palo della luce, sradicato da terra. L'auto si è ribaltata ed è andata completamente distrutta.

In sei anni patente ritirata tre volte

Per la Procura basta così, il caso è chiuso: non serviranno ulteriori accertamenti. Secondo gli inquirenti, Matteo sarebbe scappato perché probabilmente avrebbe bevuto qualche bicchiere di troppo: negli ultimi sei anni la patente gli era già stata ritirata tre volte. La salma è già tornata a casa nella sua abitazione di Via Sentieri a Capo di Ponte: qui è stata allestita la camera ardente, i funerali saranno celebrati mercoledì pomeriggio alle 15.30.

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Matteo Simonetti avrebbe compiuto 28 anni tra un paio di mesi. Grande appassionato di sport, ne aveva fatto un lavoro: faceva il preparatore atletico e aveva aperto uno studio a Brescia. Negli anni poi ha sempre praticato la boxe, e stava continuando a studiare Scienze motorie. Una famiglia molto conosciuta: il padre Giuseppe aveva lavorato in banca, la madre Chiara all'ex Asl. Lo piange anche la sorella Silvia, iscritta a Medicina.

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