Schiacciato e ucciso da un tir: perizia per accertare le responsabilità del camionista bresciano

La procura di Udine vuole vederci chiaro: disposta una perizia cinematica per ricostruire la dinamica e comprendere le ragioni che hanno portato un camionista di Prevalle, indagato per omicidio stradale e omissione di soccorso, a fuggire dopo l'impatto.

Una perizia cinematica, oltre all'autopsia sulla vittima. La Procura di Udine vuole vederci chiaro sul tragico incidente costato la vita, il 19 agosto scorso, a Marco Vendramini. Il 49enne di Motta di Livenza era stato travolto, dopo essere caduto dalla sua moto, dal conducente di un autoarticolato che non si era fermato, salvo poi essere rintracciato dalle forze dell’ordine. Il camionista, un 49enne bresciano residente a Prevalle, è indagato per omicidio stradale e omissione di soccorso.

La perizia 

Il pubblico Ministero titolare del procedimento, Paola De Franceschi, dopo l’autopsia sulla salma ha infatti disposto anche una perizia cinematica per ricostruire la dinamica del fatto, le cause e le responsabilità del sinistro e anche per comprendere “le ragioni del successivo comportamento dell’indagato”. 

Il consulente tecnico nominato dovrà innanzitutto verificare se sussistano profili di colpa da parte dell’autotrasportatore bresciano (D.V. le iniziali) nell’investimento mortale e, in relazione all’accusa di omissione di soccorso, se il 49enne avrebbe potuto e/o dovuto percepire l’urto con la vittima. La perizia dovrà essere prodotta entro 45 giorni dall’inizio delle operazioni.

L'incidente 

La vittima, per cause al vaglio della polizia locale di Majano, avrebbe urtato con la sua Suzuki un furgoncino Ape Piaggio che lo procedeva (con due anziani del posto a bordo), fermo sulla carreggiata. Il biker ha poi avuto la fatale sventura, rovinando a terra, di finire nella corsia opposta dove sopraggiungeva il mezzo pesante, che lo ha praticamente schiacciato, senza lasciargli scampo. Il camionista Motta di Livenza: morte di Marco Vendramini, preso il pirata della strada
„sisi er
aveva tirato dritto, salvo poi essere rintracciato, alcune ore dopo, dalle forze dell’ordine.

Vendramini lascia una figlia di 17 anni, Silvia, l’ex moglie Roberta, gli anziani genitori Amedeo e Maria e il fratello Giancarlo. Per fare piena luce sui fatti e ottenere giustizia, i familiari - attraverso il responsabile della sede di Treviso, Diego Tiso - si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini.

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Vendramini lascia una figlia di 17 anni, Silvia, l’ex moglie Roberta, gli anziani genitori Amedeo e Maria e il fratello Giancarlo. Per fare piena luce sui fatti e ottenere giustizia, i familiari - attraverso il responsabile della sede di Treviso, Diego Tiso - si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini.“

Fonte: Udinetoday.it

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