Incidenti stradali

Tre morti in poche ore: settimana tragica sulle strade bresciane

Tre nuove croci sulle strade bresciane, quelle di tre uomini morti nel giro di poche ore tra la città e Montichiari.

Mario Petrillo, Fabio Bertoni, Gian Pietro Muscio: questi i nomi dei tre uomini morti in seguito a incidenti stradale tra la giornata di venerdì e quella di sabato. 

Mario Petrillo aveva 40 anni ed è morto venerdì, a distanza di due giorni dallo schianto frontale avvenuto lungo la provinciale Goitese, alla Fascia d’Oro a Montichiari, sulla quale stava viaggiando insieme al padre. Una tragedia nella tragedia: i due stavano tornando dal funerale del nonno di Mario celebrato il giorno prima a Napoli. I familiari della vittima, orfana di madre, morta sei anni fa, hanno deciso di donare i suoi organi. Le esequie del giovane verranno celebrate domani, lunedì 29 febbraio, alle 10.30 nella chiesa cittadina di Sant’Afra. 

Fabio Bertoni aveva 48 anni ed abitava a Brescia, nel quartiere di San Polo. E’ deceduto intorno alle 10:15, una mezz’ora dopo lo schianto contro lo spigolo posteriore destro di una Mercedes che lo precedeva e stava per immettersi nella tangenziale Sud. Lui era in sella a uno scooterone Honda Silver Wimg e stava raggiungendo il lavoro presso la Plastinova di Castenedolo. Sono stati inutili i lunghi tentativi di rianomarlo e il massaggio cardiaco praticato sull’asfalto. Fabio lascia la moglie Cinzia e il figlio Manuel. Il suo funerale sarà celebrato domani, lunedì 29 febbraio, alle 15.30 nella chiesa di Sant’Afra in città. 

Gian Pietro Muscio aveva 43 anni e abitava in vicolo Brenta a Bagnolo Mella. E’, in ordine di tempo, l’ultima delle tre vittime, che sono già sette nel mese di febbraio sulle strade bresciane. E’ deceduto intorno alle 10.00 di sabato mattina, a distanza di dodici ore dall’impatto avvenuto venerdì sera in viale Bornata, all’esterno della birreria-pizzeria Wu?hrer dove lavorava come parcheggiatore. L’investimento è avvenuto al termine del turno di lavoro, mentre Gian Pietro attraversava la strada per raggiungere l’auto che l’avrebbe portato a casa. Alla guida della Smart che l’ha colpito c’era un giovane che abita in via Benacense in città. La vittima lavorava da poche settimane come parcheggiatore, una ripartenza per lui, da un paio di anni senza impiego dopo la chiusura della ditta dove lavorava. Anche nel suo caso i familiari hanno dato il nulla osta per l’espianto degli organi. Gian Pietro lascia il padre Felice, noto fotografo, e la sorella Laura. Ancora da stabilire la data del funerale. 

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