Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Ambulanza nel fosso e paziente morto: in due a processo

Accusati di omicidio colposo l'autista del mezzo di soccorso e il 70enne al volante dell'altro veicolo coinvolto nell'incidente, una berlina Bmw

COCCAGLIO. A quasi tre anni dal tragico incidente che ha visto precipitare un'ambulanza nel fosso a lato della tangenziale Sud, il giudice dell'udienza preliminare ha rinviato a giudizio l'autista del "Gruppo volontari di Bornato" e il 70enne al volante dell'altro veicolo coinvolto, una berlina Bmw.

Entrambi dovranno rispondere dell'accusa di omicidio colposo. Nello schianto, infatti, morì il paziente a bordo dell'autolettiga: Mariano Pabellini, 82enne nativo di Castrezzato ma da anni residente a Rovato. Il giudice ha respinto il non luogo a procedere chiesto dagli avvocati difensori, Francesca Pontoglio e Francesco Chiodi: possibili elementi di colpa sono stati ravvisati nella condotta di entrambi gli imputati.

L'ambulanza stava correndo a sirene spiegate verso l'ospedale Mellino Mellini di Chiari. In quel momento, la Bmw si stava immettendo sulla tangenziale Sud da via Castrezzato, attraversando l'incrocio con il semaforo verde. Impossibile dire se l'automobilista non abbia visto i lampeggianti e nemmeno sentito le sirene, o se abbia comunque cercato di passare senza dare la precedenza al 118. Quel che è certo, è che lo schianto è stato inevitabile, facendo precipitare l'ambulanza nell'unico punto della Seriola Nuova non protetto da guard-rail.

I sei componenti dell'équipe medica riportarono lievi e medie lesioni, tutte guaribili in una decina di giorni. Praticamente illeso invece l'automobilista. Per il giudice, tuttavia, qualcuno dovrà rispondere della morte di Mariano Pabellini, l'anziano cardiopatico che quella sera aveva accusato un'improvvisa crisi respiratoria.

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