Cronaca

Giulio Sesana indagato per traffico e smaltimento illegale di rifiuti

Indagate 44 persone per un affaire da oltre 150 milioni di euro: rifiuti speciali trattati come rifiuti 'normali', bonifiche mai effettuate, tangenti e loschi programmi. Tra gli indagati eccellenti dirigenti e quadri di Arpa e Ministero Ambiente

Più di 40 persone sotto inchiesta, e alcuni indagati eccellenti tra cui l’ex direttore dell’Arpa di Brescia (ora commissario straordinario per la questione Caffaro), Giulio Sesana. L’accusa? Una sorta di truffa dei rifiuti, in cui ciascun codice identificativo, per i rifiuti speciali, veniva ‘scambiato’ con codici identificativi diversi, per rifiuti ‘normali’.

In un’ottica di contenimento dei costi, venivano bypassate le norme di sicurezza e di trattamento, per una ‘rete’ d’azione alquanto estesa, che copriva non solo l’area industriale della Sisas, in Provincia di Milano, ma anche diversi impianti di smaltimento siti in Provincia di Brescia.

Sei gli arresti: Francesco Colucci, presidente del cda della Daneco Impianti; Bernardino Filipponi, ad della stessa; Luigi Pelaggi, quadro del ministero dell’Ambiente; Luciano Capobianco, membro del cda della Sogesid, così come Fausto Melli; Claudio Tedesi, consulente tecnico.

Un affaire impressionante, tra bonifica del sito milanese e interventi di smaltimento rifiuti gli inquirenti sospettano un giro d’affari (tra appalti e affidamento di servizi) ben superiore ai 150 milioni di euro. Giulio Sesana, da autorità vigilante, non avrebbe proprio vigilato: avrebbe chiuso un occhio, e forse due.

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