Allarme ambientale dopo il rogo dei rifiuti: vietato raccogliere frutta e verdura

Nel rogo sono bruciati più di 3000 metri quadrati di rifiuti: carta, copertoni, plastica e residui industriali. Indagini in corso per l'incendio alla Valcart di Rogno

Incendio alla Valcart di Rogno (foto di Michael Light - Facebook)

Inferno in terra, alla Valcart di Rogno: sono andati a fuoco più di 3000 metri quadrati di depositi di rifiuti, e tra questi carta e cartone, plastica di vario tipo, gomma e copertoni, rifiuti industriali. Un fumo denso e nero che si è levato in cielo, visibile anche a chilometri di distanza: la paura di una contaminazione che almeno nei dintorni, purtroppo, sembra ormai cosa certa. E poi le indagini, coordinate dalla Procura in collaborazione con i Carabinieri e i Vigili del Fuoco: al momento si escluderebbe l'ipotesi del dolo, ma con gli accertamenti in corso tutto è ancora possibile.

L'incendio

Le fiamme sono divampate nella notte tra il 20 e il 21 aprile, e non si sa come. L'incendio ha avuto origine dal deposito della carta: è bastato poco, pochissimo, per bruciare tutto. Il fuoco rapidissimo si è “mangiato” anche gli altri rifiuti, cavi elettrici e capannoni. Nemmeno l'allarme è riuscito a scattare in tempo. Ci sono volute quasi 24 ore per rimettere in sicurezza la zona, dopo aver spento anche l'ultimo focolaio.

Rischio per l'ambiente

Rogno è un Comune bergamasco da meno di 4000 abitanti, ma è come se fosse bresciano da sempre: al confine con Pian Camuno, Bessimo, Artogne e Darfo Boario Terme. Il rischio ambientale è stato considerato molto elevato: tanto che i Comuni di Rogno e Darfo, con apposite ordinanze, per il momento hanno vietato l'organizzazione e lo svolgimento di manifestazioni all'aperto, invitando i cittadini a non aprire le finestre, vietando la raccolta e il consumo di frutta e verdura coltivata in zona.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Le indagini

Come detto l'ipotesi preponderante al momento è quella del rogo accidentale. Nessun iscritto al registro degli indagati, almeno per ora. Ma niente si può ancora escludere, soprattutto in un settore “delicato” come quello della raccolta e dello stoccaggio dei rifiuti. I carabinieri hanno già sentito anche i titolari dell'azienda. Le indagini proseguono.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Allarme temporali nel Bresciano: rischio concreto di supercelle

  • Porta una sedia in giardino, gli cade sopra: carotide recisa, muore a 44 anni

  • Tempesta nella notte: frane e fiumi straripati, paese in ginocchio

  • Bonus auto, via alle prenotazioni: come ottenere l'ecobonus fino a 10mila euro

  • Lago di Garda, prurito quando si esce dall'acqua: è la "dermatite del bagnate"

  • Lombardia, primo morto Covid dopo 5 giorni: un 81enne di Lumezzane

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
BresciaToday è in caricamento