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Incendio sul Norman Atlantic, a bordo anche un medico del Civile

L'uomo, residente con la famiglia a Botticino, è rimasto sulla nave per prestare i primi soccorsi. Da anni lavora come oculista nel nosocomio bresciano

Da una giorno interno in balia del mare grosso, delle fiamme e della paura. Notte di terrore per i tanti naufraghi che sono ancora a bordo del traghetto Norman Atlantic, la nave in servizio tra la Grecia e l'Italia che è stata quasi distrutta da un violento incendio scoppiato alle 4:30 di domenica mattina. Dopo ore di frenetici interventi, i soccorritori sono riusciti a mettere in salvo trecentodieci persone: quarantanove sono arrivate a Bari con il mercantile Spirit of Piraeus.

VIDEO - Norman Atlantic,
i soccorsi arrivano dal cielo

Sano e salvo anche l'unico bresciano presente a bordo, un medico del Civile residente con la famiglia a Botticino. Di origine greca, da anni lavora nel reparto di oculistica dell'ospedale cittadino. L'uomo è riuscito a mettersi in contatto con i familiari, rassicurandoli sulle sue condizioni e raccontando di essere rimasto sull'imbarcazione per mettere a disposizione le sue competenze mediche, come spesso accede nelle situazioni di primo soccorso, indipendentemente dalla specializzazione.

Inizialmente l’imbarcazione era diretta a Brindisi, dove erano state allestite le strutture per accogliere i naufraghi, ma le operazioni di attracco sono risultate difficili per il mare grosso e un pilota del porto di  si sarebbe fratturato un braccio per tentare di salire a bordo.

A bordo del Norman Atlantic restano intanto più di centosessanta persone. E sulla nave la situazione è riprecipitata: le fiamme, che sembravano domate alle 20.30 di domenica, sono divampate di nuovo durante i soccorsi. Le operazioni di salvataggio continuano così tra enormi difficoltà, a causa del maltempo, del fumo, del fuoco, ma anche dei danni: le scale interne sono distrutte ed è stato complicato far scendere i passeggeri dall’ultimo ponte in alto.

Durante i primi, concitati, momenti di evacuazione della nave, una coppia nel tentativo di mettersi in salvo si è lanciata sullo scivolo che portava alla scialuppa ma qualcosa è andato storto. I soccorritori sono riusciti a mettere in salvo la donna ma per il marito, Yiorgos Doulis - un marittimo di nazionalità greca della Norman -, non c'è stato nulla da fare.

A bordo la situazione resta delicata, con i passeggeri stremati dalla notte al freddo e dal terrore. "Aiutateci o bruceremo come topi - urlava domenica sera in diretta tv uno dei naufraghi sulla Norman - Siamo fuori sul ponte, stiamo morendo di freddo e soffochiamo per il fumo, l’incendio si estende sempre di più". Dalle parole, disperate, di chi era o è a bordo della nave alla deriva sembra che, in effetti, qualcosa non abbia funzionato: con le fiamme che hanno avuto "libero accesso" a tutte le zone del traghetto. E in effetti, secondo quanto riporta l'organizzazione internazionale "Paris Mou", nell'ultima ispezione - datata 19 dicembre 2014 - sulla Norman Atlantic erano stati riscontrati sei problemi: uno di questi era, evidenzia la "Paris", proprio al sistema antincendio.

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