Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Calcinato

Incendio in discarica, scoppia la rabbia: "Vogliamo i dati sui malati di tumore"

Dopo l'ennesimo rogo sviluppatosi alla Green Up (ex Faeco) di Bedizzole, i comitati chiedono controlli e verifiche stringenti, ma pure i dati relativi al numero di persone colpite da forme tumorali riconducibili all'inquinamento ambientale

La voce si alza forte dopo l'ennesimo episodio che ha allarmato i residenti di Calcinato e Bedizzole. Il comitato Basta Odori protesta e ribadisce le richieste, avanzate da tempo: maggiori e severi controlli sulla discarica ex Faeco, ora 'Green Up,' e dati certi circa il numero di persone che stanno lottando contro forme tumorali legate a fattori ambientali. "In ballo c'è la salute e il futuro delle nuove generazioni", ribadisce Laura Corsini del comitato ambientalista di Calcinato. A far traboccare di nuovo il vaso, l'incendio divampato lo scorso sabato mattina nell'ex discarica di via Callegari: sarebbe il quarto in tre anni.

"Non è possibile che, nonostante gli episodi già accaduti in passato, e tutte le promesse fatte per aumentare i controlli, si verifichino incendi così frequenti e non sia ancora stato installato un sistema di videosorveglianza - continua Laura Corsini -. È inaccettabile: le istituzioni e le autorità preposte devono vigilare su queste realtà, per tutelare la salute di noi cittadini e accertarsi che vengano rispettati tutte gli obblighi del caso".

Spento l'incendio, resta un grosso tarlo: "Cosa abbiamo respirato per ore, noi residenti?".  Le fiamme hanno divorato resti di automobili e materie plastiche e la nube, oltre a Bedizzole, ha invaso anche Calcinato.

"Si sentiva un forte odore di plastica bruciata, era diossina?", si domanda ancora la portavoce del comitato. Stando alla nota diffusa dall'Arpa, "le misurazioni speditive della qualità dell'aria, effettuate dai tecnici, escludono la presenza degli inquinanti legati all'incendio: monossido di carbonio e composti organici volatili".

I dubbi, però, rimangono: "I tecnici sono arrivati ore dopo l'incendio, troppo tardi per valutare le conseguenze di chi ha respirato il fumo sprigionato dal rogo", continua Corsini.

All'allarme legato ai roghi, si aggiunge quella del fiume Chiese, responsabile la scorsa estate dell'epidemia di polmonite: è di nuovo in secca, e spesso oggetto di sversamento illegali: "È ora di valutare l'impatto di questa emergenza ambientale sulla salute di noi cittadini -  conclude l'attivista -. Abbiamo scritto al Prefetto per ottenere dal Sindaco di Calcinato ciò che chiediamo da anni: i dati certi di tutte le persone residenti che in questi anni hanno avuto a che fare con malattie tumorali, non solo il numero di quelle decedute a causa del cancro."

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