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Truffa allo Stato di oltre 25 milioni di euro: nei guai 18 bresciani

Emergono nuove indiscrezioni sull'operazione Take Over della Guardia di Finanza di Milano: degli oltre 100 indagati ben 18 sono bresciani

Ci sono anche 18 bresciani, professionisti e imprenditori, tra gli oltre 100 indagati nell'ambito dell'operazione Take Over della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Milano, che solo due settimane fa ha disposto il sequestro di beni per 36 milioni di euro – scrive Milanotoday.it – nei confronti di 88 società coinvolte a vario titolo nella commissione di plurimi reati tributari in materie di indebite compensazioni d'imposta (calcolate in oltre 25 milioni di euro).

Le indagini di Procura e Gdf

L'indagine, affidata al pm Paolo Filippini, è scattata dopo una segnalazione dell'Inps, che ha fatto notare ai finanzieri alcune operazioni sospette in tema di crediti e debiti d'imposta saldati con modelli F24. I militari hanno così scoperto “un articolato meccanismo di evasione dei debiti previdenziali ed erariali, posto in essere da soggetti economici residenti prevalentemente in Lombardia”, soprattutto Milano ma anche a Brescia.

Volti noti tra gli indagati bresciani

Tra i 18 indagati nostrani ci sono volti noti come consulenti finanziari, commercialisti, imprenditori, perfino il direttore sportivo di una società di calcio dilettanti. La truffa veniva messa in atto attraverso l'utilizzo dell'accollo fiscale: “Il debito tributario – scrive la Gdf – veniva pagato da una terza società accollante, utilizzando in compensazione crediti vantati verso l'erario, in violazione di quanto previsto dal quadro dispositivo vigente”.

I professionisti della truffa

A tessere le fila dell'organizzazione c'erano alcuni professionisti, considerati i “portatori” delle conoscenze necessarie “alla perpetrazione delle condotte delittuose, che hanno proceduto alla trasmissione telematica dei modelli F24 agendo con modalità seriali, rappresentando il collegamento tra le società accollanti, per un totale di 16, e le diverse società debitrici”. 

Tra le società sotto indagine si segnalano anche 15 aziende che, negli ultimi mesi, avrebbero ricevuto i contributi a fondo perduto del Decreto rilancio per l'emergenza coronavirus: tra questi anche un imprenditore bresciano.

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