Cronaca

Si tuffa e non riemerge più: muore a 17 anni sotto gli occhi del fratello

L'hanno recuperato che ormai era già morto: il triste destino di Ibrahim Seck, 17 anni

Foto d'archivio

La salma del povero Ibrahim è già arrivata a Brescia: da qui verrà rimpatriata in Senegal, il suo Paese d'origine, dove sarà sepolto e dove saranno celebrati i funerali. Ibrahim Seck aveva soltanto 17 anni: è la vittima del tragico incidente di martedì pomeriggio a Gorle, provincia di Bergamo, nel fiume Serio. E' morto annegato sotto gli occhi attoniti del fratellino minore, appena 15enne. Tutto è successo tra le 15.30 e le 16: a nulla sono valsi, purtroppo, gli interventi di ambulanza, automedica, elisoccorso e sommozzatori del Saf, il Nucleo speleo-alpino-fluviale dei Vigili del Fuoco.

La cronaca di un pomeriggio in tragedia

Insieme al fratello e ad alcuni amici aveva raggiunto il fiume Serio per passare un pomeriggio di svago, e rinfrescarsi dalla calura. Il ragazzo si è tuffato ma è subito andato in difficoltà: sarebbe stato infatti trascinato dalle correnti verso una cascata invisibile (ma alta più di 2 metri) che si forma quando il fiume è in piena. E così sarebbe stato arpionato da correnti e mulinelli, che l'hanno trascinato di sotto.

Ibrahim non era un nuotatore esperto, tutt'altro. Ma le condizioni del fiume, in quel tratto, avrebbero messo in difficoltà chiunque. Gli amici e il fratello hanno provato a salvarlo: hanno cercato di agganciarlo con le braccia, di prenderlo per mano, ma Ibrahim è andato sotto e non è più risalito. Alcuni allora hanno chiamato il 112, altri sono corsi a piedi a chiedere aiuto. In pochi minuti lungo il fiume c'era tutta la macchina organizzativa, elicottero compreso. Ma non è bastato, purtroppo: Ibrahim era già morto annegato.

Strappato alla vita ad appena 17 anni

Il corpo senza vita è stato recuperato in meno di mezz'ora. Sul posto, poco più tardi, sono arrivati (disperati) anche i genitori. Ibrahim Seck aveva compiuto 17 anni poco più di un mese fa: era nato in Senegal ma si era trasferito in Italia da piccolo. Oltre a mamma e papà lascia quattro fratelli: abitavano tutti insieme a Verdellino, nella Bergamasca, tra Verdello e Brembate. Studiava al Cfp Enfapi di Treviglio: tempo un anno e sarebbe stato un meccanico. 

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