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La donna che arruolava mercenari neofascisti per la guerra in Ucraina

Una donna bresciana di Gussago reclutava mercenari neofascisti per la guerra del Donbass: è indagata insieme ad altri tre uomini

C'è anche una donna bresciana residente a Gussago tra i quattro indagati nell'ambito dell'inchiesta sul reclutamento di milizie neofasciste per la guerra in Ucraina: ad oggi sarebbero almeno tre i mercenari coinvolti e “convocati” dalla donna, 65 anni e titolare di una società con sede a Londra. Nello specifico si tratta di due milanesi e un bolognese, anche loro indagati. Come scrive il Giornale di Brescia, la reclutatrice bresciana non è stata arrestata perché non ci sarebbe il rischio di reiterare il reato. Ma probabilmente finirà comunque a processo.

I fatti risalirebbero ormai a qualche anno fa, al febbraio del 2015 (a pochi mesi dallo scoppio della guerra). E' in quel periodo, mentre in Ucraina infuria il conflitto del Donbass, che la donna avrebbe collaborato con Andrea Palmieri, noto anche come il “Generalissimo”, per reclutare uomini e mezzi da inviare ad est, per sostenere le milizie filorusse (alcune di queste dichiaratamente neofasciste) intervenute all'epoca nei territori in guerra.

La guerra in Donbass: decine di migliaia di morti

Palmieri era considerato uno dei principali organizzatori delle “trasferte” italiche, ed è ancora latitante: pare appartenesse al suo gruppo di fedelissimi anche il bresciano Massimiliano Cavalleri, residente a Cologne e conosciuto come “Spartaco”, anche lui ancora latitante. La guerra del Donbass, Ucraina orientale, è un conflitto in corso che vede da una parte i separatisti, sostenuti dalla Russia, e dall'altra il Governo centrale ucraino, sostenuto invece da Nato e Unione Europea. Ad oggi si contano decine di migliaia di morti.

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