Cronaca

“Operai trattati come schiavi”: azienda sotto sequestro, arrestati i due titolari

Il blitz di carabinieri, Ats, Inps e Inail nella zona industriale di Guidizzolo: arrestati due giovani cinesi, uomo e donna di 39 e 36 anni. Sfruttavano una decina di connazionali

Foto d'archivio

Ancora uno stabilimento abusivo nella terra della calza italiana. I carabinieri hanno infatti sequestrato un calzificio gestito da una coppia di cinesi, un uomo di 39 anni e una donna di 36, alle cui dipendenze lavoravano almeno una decina di persone, tutti cinesi anche loro, di cui solamente quattro in regola con il permesso di soggiorno.

Erano diventati come dei fantasmi: lontani migliaia di chilometri da casa, arrivati in Italia e in Europa in cerca di un sogno. Il sogno di un lavoro, che si è trasformato in un incubo: secondo la ricostruzione operata da militari, tecnici Ats e ispettori Inps e Inail, pare che gli operai lavorassero fino a 12 ore al giorno.

Peggio ancora: i 6 lavoratori senza permesso di soggiorno vengono definiti alla stregua di “schiavi”, ricattati dai loro datori di lavoro e quasi rinchiusi nello stabile abusivo. Tutto succedeva a Guidizzolo, nell'area vasta del distretto mantovano della calza.

Entrambi i titolari sono stati arrestati, l'azienda posta sotto sequestro: all'interno materiale da lavoro per oltre 150mila euro. Il capannone si trovava in Via Dunant, zona industriale del paese, non lontana dal centro.

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