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Accusato di maltrattamenti verso moglie e figlia, ma il giudice gli ridà la pistola

Indagato per stalking e maltrattamenti in famiglia, aveva perso il porto d'armi: scagionato da ogni accusa, ha fatto ricorso al Tar per riottenerlo

Era finito sotto indagine, accusato di stalking e maltrattamenti in famiglia: la figlia lo aveva accusato di averla minacciata, l'ex moglie di averla addirittura picchiata. L'inchiesta era stata poi archiviata con un nulla di fatto: nel frattempo però la Procura gli aveva temporaneamente ritirato pistola e munizioni, e revocato sia il porto d'armi che la “licenza” da guardia giurata, il suo mestiere. Tutto reintegrato a seguito di ricorso al Tar.

Lo scrive Bresciaoggi: la sospensione del porto d'armi e della nomina a guardia giurata era stata disposta dalla Procura a seguito del procedimento avviato con le indagini dei carabinieri. Erano state la figlia e l'ex moglie a denunciare l'accaduto: e per la guardia giurata bresciana, residente nella Bassa, era scattata un'inchiesta per stalking e maltrattamenti.

Le indagini e il ricorso

Il vigilante aveva fatto ricorso al Tar, per poter riavere il porto d'armi e la “licenza”, per ricominciare a lavorare. Il Tribunale amministrativo aveva chiesto ulteriori accertamenti, in modo da verificare la sua eventuale pericolosità sociale. Nelle ultime settimane però anche le indagini si erano concluse con un nulla di fatto.

E dunque sia la revoca del porto d'armi che della nomina a guardia giurata erano state annullate. Intanto però era stato avviato un secondo ricorso al Tar, e in questi giorni è arrivata la sentenza definitiva: nessuna pericolosità sociale, circostanza confermata dalla raccolta di testimonianze, e pure da una perizia di uno psichiatra.

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