Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Maxi frode al fisco: sequestrati 3,8 milioni di euro, nei guai 13 imprenditori

L'operazione delle Fiamme Gialle. Sequestrati soldi, immobili e auto di lusso

Lunedì mattina, i finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza hanno sottoposto a sequestro preventivo automobili, disponibilità finanziarie e immobili per un valore complessivo di oltre 3,8 milioni di euro, nei confronti di tredici persone e sei società, con sedi e residenze nelle province di Vicenza, Brescia, Milano, Napoli, Bergamo, Crema e Como. Le società finite nell'inchiesta operano nei settori della vigilanza privata, della consulenza aziendale, della progettazione ingegneristica, dell’affitto di aziende, del commercio all’ingrosso di articoli sportivi e del commercio al dettaglio di profumi.

Le misure cautelari fanno seguito ad un'analoga operazione dei finanzieri vicentini dei primi mesi di quest'anno, nei confronti di tre persone e due ditte che avevano promosso un meccanismo di frode fiscale, realizzato mediante l'utilizzo di una società di Lonigo (VI), di fatto non operativa, priva di contabilità e senza una sede operativa: era infatti domiciliata presso uno studio di consulenza che, in concreto, non aveva mai effettuato operazioni sottoposte a IVA e tassazione diretta. Si trattava di un sistema fraudolento finalizzato a compensare debiti tributari attraverso la cessione di crediti fiscali, in realtà inesistenti, vantati dalla società 'fantasma' di Lonigo. All’epoca erano stati apposti i sigilli a conti correnti e auto di lusso per un ammontare superiore ai 700mila euro.

I successivi sviluppi investigativi hanno portato all’emissione del nuovo decreto di sequestro preventivo, che ha consentito di individuare – sull’intero territorio nazionale – le realtà societarie e imprenditoriali, effettivamente esistenti e operative, che hanno beneficiato dei crediti fiscali fittizi, usati in compensazione di ingenti debiti fiscali. Di fatto una truffa allo Stato realizzata sottoscrivendo un falso contratto di consulenza fiscale, per prestazioni di servizio in realtà mai fornite dalla società vicentina. In cambio, giravano a quest'ultima somme pari al 1,9 % dei crediti fiscali 'tarocchi' utilizzati nella compensazione.

La ricostruzione investigativa effettuata dai militari della Guardia di Finanza, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Vicenza, è stata valutata pienamente attendibile dal giudice per le indagini preliminari, che, condividendo l'inchiesta svolta degli inquirenti, ha emesso nei confronti delle sei società e delle tredici persone fisiche (amministratori e rappresentanti delle società) il provvedimento di sequestro preventivo.

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