Recuperavano crediti anche dai defunti: 15 persone coinvolte, 7 in manette

Ci sono anche due professionisti bresciani e una funzionaria comunale bresciana tra i 7 arrestati nell'ambito dell'inchiesta della Guardia di Finanza di Milano

Foto d'archivio

Sette arresti, di cui tre in carcere e quattro ai domiciliari, e l'obbligo di dimora per altre otto persone: è questo il bilancio dell'operazione della Guardia di Finanza di Milano che ha permesso di smascherare un vasto giro di illeciti in cui sarebbero coinvolti anche un ex cancelliere del Tribunale fallimentare meneghino, in servizio fino al 2015, due professionisti bresciani e una funzionaria comunale bresciana. Oltre alle misure cautelari, le Fiamme Gialle hanno sequestrato beni per oltre 600mila euro.

Secondo l'accusa, gli indagati avrebbero messo in atto diverse modalità (giudicate illecite) per incassare crediti non ancora riscossi dai creditori: anche quelli di persone ormai decedute. I reati si sarebbero consumati tra il 2012 e il 2018: la Procura ha aperto un'inchiesta per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e per altri reati come distrazione di beni, truffa e falso.

Tre i bresciani arrestati

In manette, come detto, anche un bresciano classe 1944 residente a Castel Mella: per lui è scattata la custodia cautelare in carcere insieme a una 54enne di Sendrigo, provincia di Vicenza, e un 72enne sempre di Sendrigo, attualmente irreperibile. Gli altri bresciani coinvolti sono una funzionaria di un Comune bresciano e un 68enne di Castenedolo, entrambi ai domiciliari.

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Oltre a loro sono agli arresti domiciliari anche il 70enne originario di Messina che lavorava come cancelliere in tribunale, in servizio proprio alla sezione relativa alle procedure fallimentari, e una 66enne di Altavilla Vicentina. Tra i presunti crediti riscossi illecitamente si segnalano “botte” da 876mila euro, 583mila e 238mila tra il 2016 e il 2018.  

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