Green Hill: i due anni di battaglie che hanno portato al sequestro

Ecco la cronistoria delle mobilitazioni che hanno acceso i riflettori sul caso dell'allevamento di Montichiari. Tutto ebbe inizio nell'aprile 2010

Prima era un tam tam tra gli animalisti e gli antivivisezionisti: volantinaggi e raccolta di firme, post su blog e messaggi sui social network, incontri e dibattiti con esperti e leader del movimento.

Poi sono stati cortei di protesta, scioperi della fame, presidi e sit in. Quindi la svolta: il 28 aprile scorso il blitz animalista con la liberazione di decine di cani beagle, altrimenti destinati a finire nel laboratori farmaceutici di tutta Europa.

E' stata una vera e propria escalation quella della protesta contro Green Hill, l'allevamento di beagle per la sperimentazione a Montichiari, nella provincia di Brescia meridionale. Una razza - dicono gli esperti - particolarmente docile e quindi adatta per condurre esperimenti.

Un'affermazione che fa rabbrividire le migliaia di animalisti che da circa due anni combattono per riuscire a far chiudere quello che definiscono un 'allevamento lager'. Green Hill, a Montichiari, è presente dalla metà degli anni '80.

L'inizio della protesta vera e propria, quella coordinata ed organizzata, può essere collocata ad aprile 2010: sabato 24, circa 2 mila persone provenienti da mezza Italia arrivarono nel comune bresciano per sfilare per le vie del paese. Una manifestazione pacifica che segnò l'inizio della campagna 'Salviamo i cani di Green Hill'.

Da lì in poi è stato un susseguirsi di azioni sempre più clamorose: a metà ottobre 2011 cinque attivisti del Coordinamento fermare Green Hill riuscirono a trascorrere una notte sul tetto di uno dei capannoni dell'allevamento; a dicembre un gruppo di circa 15 persone portarono avanti per una decina di giorni lo sciopero della fame, accampandosi notte e dì fuori dal municipio di Montichiari; a gennaio di quest'anno nel paese della Bassa bresciana andò in scena una fiaccolata di protesta.

Nel frattempo c'erano stati la consegna di 17 mila firme al sindaco di Montichiari Elena Zanola, che dal canto suo aveva ribadito di non avere potere legale per intervenire; l'esposto dell'ex ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla; poi i proiettili recapitati via posta raccomandata al comandante della polizia locale del paese (un gesto da cui il movimento ambientalista aveva preso le distanze); e ancora l'apertura di una prima inchiesta della Procura di Brescia, archiviata dal gip lo scorso marzo.

La vera rivoluzione è arrivata lo scorso 28 aprile, quando ci fu l'irruzione a Green Hill da parte di alcuni manifestanti che riuscirono a portarsi via decine di beagle, madri e cuccioli. Un'azione che si concluse con dodici arresti. E poi ancora la cronaca registra una mobilitazione internazionale contro Green Hill l'8 maggio, 10 mila manifestanti in corteo lo scorso 16 giugno a Roma, un secondo assalto (fallito) a Green Hill il 30 giugno. Ora arriva il sequestro probatorio dell'allevamento. Gli animalisti aspettano a cantare vittoria: sperano non sia un buco nell'acqua. La protesta non si ferma.
 

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