Cronaca

Chiusura di Green Hill: «Al Senato c'è il rischio di un colpo di mano»

A denunciarlo la Federazione italiana diritti animali e ambiente, che parla di un tentativo in corso al Senato di bloccare la chiusura dell'allevamento di cani beagle attraverso la legge comunitaria

Si rischia il "colpo di mano" sul provvedimento che sancisce la chiusura dell'allevamento Green Hill di cani beagle destinati alla vivisezione: a lanciare l'allarme, in una nota, la Federazione italiana diritti animali e ambiente che dice "no al tentativo in corso al Senato di bloccare la chiusura di Green Hill con la legge comunitaria".

Le associazioni aderenti alla Federazione spiegano che non intendono partecipare alle audizioni decise dalla commissione Politiche Unione europea del Senato sull'art.14 della legge comunitaria 2011. Il testo, ricordano, recepisce la direttiva 63/2010 sugli animali utilizzati per scopi scientifici e prevede, tra l'altro, il divieto di allevare sul territorio nazionale cani, gatti e primati destinati ai laboratori.

"A nostro avviso - dice la Federazione - tali audizioni potrebbero configurare una sorta di 'invasione di campo' da parte di una commissione che ha il compito di valutare i profili attinenti la compatibilità con la legislazione europea del testo in esame, quanto al resto prendendo semplicemente atto dei pareri formulati dalle commissioni competenti per materia e senza entrare nel merito". Infatti, il 29 febbraio scorso, il testo licenziato dalla Camera ha già ottenuto il parere favorevole della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, "la sede deputata a valutare gli aspetti relativi alla ricerca scientifica e alla sperimentazione animale".

Di qui la posizione assunta dalla Federazione che precisa: "Appare particolarmente evidente il rischio di un 'colpo di mano' che non intendiamo far passare sotto silenzio, attraverso il tentativo di rimettere in discussione la sostanza di un testo che ha già ottenuto anche il parere favorevole di tutte le commissioni di merito e dell'aula della Camera dei deputati, oltre che dei ministeri della Salute e delle Politiche Comunitarie". "Il Senato confermi quel testo", chiede la Federazione.


(ANSA)

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