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Green Hill, le motivazioni della sentenza: "Soppressioni arbitrarie"

Depositate dal giudice Roberto Gurini del Tribunale di Brescia. Carla Campanaro (Lav): "Non ci sono 'zone franche' per il rispetto dell'etologia animale"

“Le soppressioni appaiono davvero arbitrarie e prive di valida giustificazione ed erano la prassi”. E’ quanto si legge tra le 68 pagine di motivazioni, depositate martedì 24 marzo dal Tribunale di Brescia, che incastonano la penale responsabilità della dirigenza di Green Hill, l’allevamento di cani beagle destinati alla sperimentazione, di proprietà della multinazionale americana Marshall.

Scrive ancora il giudice Roberto Gurini: “Le prove dimostrano con assoluta certezza il non uso del preanestetico sugli animali per disposizione della stessa Marshall”.

Grande soddisfazione è stata espressa dalla Lav, la Lega Anti Vivisezione parte civile nel processo, per voce del legale Carla Campanaro: “Questa sentenza - dichiara - è la dimostrazione di come il maltrattamento, inteso come deprivazione dell’etologia animale, sia penalmente rilevante anche in settori considerati intoccabili fino a ieri come quello della vivisezione.

"In altri termini - continua -, non ci sono “zone franche” per il rispetto dell’etologia animale, neppure in ambiti come la sperimentazione e l’allevamento, né interessi economici che siano in qualche modo legittimati a creare eto-anomalie. In particolare sotto questo aspetto, si tratta senza dubbio una sentenza innovativa, coraggiosa e storica per i diritti degli animali".

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