Green Hill, folla invade corso Zanardelli: «Chiudete quel lager!»

Centinaia di persone partecipano al presidio di Corso Zanardelli a Brescia, in contemporanea con altre 30 città italiane e altre 30 città in tutto il mondo. Il Coordinamento Fermare Green Hill mobilita le piazze

Sono centinaia e centinaia i ragazzi e le ragazze, i giovani e i meno giovani, gli attivisti e i curiosi che hanno partecipato al presidio organizzato dal Coordinamento Fermare Green Hill andato in scena ieri pomeriggio all’altezza dei portici di Corso Zanardelli a Brescia, una nuova mobilitazione per chiedere la chiusura definitiva di quello che ormai è tristemente conosciuto come il canile lager, il canile Green Hill di Montichiari. Una giornata che resterà a lungo nella memoria, e che ha visto la partecipazione di altre 30 città in Italia e altre 30 città in tutto il mondo, per un’infinita serie di presidi in cui si chiede una cosa sola, la liberazione dei beagle di Montichiari, la fine della vivisezione in tutto il pianeta.

Oggi intanto in Senato si discute del canile, e della vivisezione. Mentre in tantissime città, e Brescia in testa, in molti si sono simbolicamente fatti incatenare, per esprimere solidarietà ai 12 fermati che attendono ancora di essere processati. “Liberare vite non è un crimine – ripetono dal Coordinamento – Noi ci battiamo per una scelta consapevole, un obiettivo antispecista. Basta vivisezione, è ora di agire. E’ tempo di agire per la liberazione”.


E tra colte citazioni la giornata prosegue, il presidio finisce che quasi fa buio. “Nessuno scopo è così alto – scriveva un certo Albert Einstein – da giustificare metodi così indegni”. Quella di ieri è stata la giornata mondiale contro Green Hill e contro la vivisezione, ennesima tappa di una protesta che non ha alcuna intenzione di fermarsi. “Il futuro di Green Hill purtroppo è nelle mani dei soliti politici, ma la volontà del popolo è chiara. Oltre l’86% degli italiani è contrario alla vivisezione, di questo devono tenerne conto”.

Cartelli e striscioni, qualche cane che pare anche divertito. E ancora il megafono, le parole degli attivisti più combattivi: “Le vostre mani e le vostre coscienze sono sporche di sangue. Vergogna Green Hill, vergogna!”.

Si ringrazia Francesca Torricelli per le fotografie - Tutti i diritti riservati

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