Green Hill: per le adozioni bisognerà attendere la conferma del sequestro

E' ancora troppo presto perchè i cuccioli di cani beagle possano andare in affido o essere adottati. Prima bisognerà attendere almeno la conferma del sequestro. Intanto, gli animalisti insistono per il ritiro della licenza all'azienda

Due dei cani liberati

Le richieste di adozione dei beagle sotto sequestro nell'allevamento Green Hill di Montichiari non si sono fatte attendere e sono giunte a migliaia alle associazioni animaliste, ma sono gli stessi esponenti del 'Coordinamento Fermiamo Green Hill' a gettare acqua sul fuoco: la situazione è ancora processualmente troppo fluida; il sequestro è "un'ottima notizia e un passo in avanti verso il risultato per cui è nata questa campagna e per cui molti hanno lottato a lungo", ma non è ancora definitivo.

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Bisognerà attendere le mosse dell'azienda, che ha tre persone indagate per maltrattamenti di animali, la quale potrebbe presentare ricorso ai giudici del Tribunale del Riesame (oggi c'é stato un primo incontro con i legali per individuare una strategia). I beagle rimangono nella custodia giudiziale della stessa Green Hill, del Comune di Montichiari e dell'Asl.

La conseguenza è che, spiegano i responsabili della campagna, "nessun cane può per il momento uscire dall'allevamento", da qui l'invito a non contattarli per chiedere informazioni per le adozioni. Per il momento, però, perché, qualora il sequestro dovesse essere confermato, si penserà a forme di affido degli animali: "Solo allora verranno studiati i metodi per dare casa agli animali e lo comunicheremo prontamente in accordo con coloro i quali ne avranno l'affido legale", rende noto il Coordinamento.

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Per ora, "nessun cane può essere fatto riprodurre o essere venduto o ceduto", mentre a forme di affido stanno pensando anche gli agenti del Corpo forestale dello Stato che ieri mattina hanno fatto il blitz con gli uomini della Digos della Questura di Brescia per mettere i sigilli all'allevamento. I poliziotti, nel frattempo, stanno passando al setaccio la mole di documenti informatici sequestrati nella giornata di ieri. I dati saranno messi a confronto con le testimonianze di una decina di dipendenti raccolte ieri fino a tarda sera.

Se, però, è ancora troppo presto per parlare di adozioni dei segugi, il Comitato non sta con le mani in mano: l'obbiettivo rimane la chiusura dell'allevamento e per questo è stata promossa una protesta e-mail "che coinvolga allo stesso tempo il Comune di Montichiari, la Asl, la Procura di Brescia e la Regione Lombardia". "Vogliamo - scrivono gli animalisti sul loro sito - che a Green Hill venga subito ritirata la licenza, vogliamo che chi ha fatto promesse le mantenga o che delle menzogne paghi le conseguenze, vogliamo che tutti i cani siano posti in affido ad associazioni animaliste e non alla stessa azienda Green Hill!".
 

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