Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca Gottolengo

Maxi-operazione contro la Camorra: arrestato Vincenzo Cesarano

Viveva in un Comune della Bassa

La maxi-operazione dei carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia (Na) ha toccato anche la nostra provincia. L’uomo che i militari ritengono al vertice dell’organizzazione criminale di stampo mafioso, originariamente incardinata nel clan Cesarano, si trovava infatti a Gottolengo. Vincenzo Cesarano, classe 1961, era ospite di alcuni parenti che vivono nel Comune delle Bassa: stava scontando una precedente pena ai domiciliari, quando i militari lo hanno prelevato, all’alba di oggi (lunedì 10 luglio) per portarlo in carcere.

Per gli inquirenti Vincenzo Cesarano - detto "O Mussone" e cugino degli storici boss del clan Ferdinando e Gaetano (entrambi detenuti in regime di 41 bis) - avrebbe avuto un ruolo di carattere organizzativo e direttivo, con poteri di supremazia e indirizzo sugli affiliati. In particolare, avrebbe gestito la cassa del sodalizio, impartendo le direttive strategiche. A muovere le fila dell'organizzazione criminale dedita a estorsioni, traffico di sostanze stupefacenti e detenzione di armi e finalizzata all’acquisizione del controllo delle attività illecite e lecite di Castellammare di Stabia, Pompei e zone limitrofe, per gli inquirenti, erano anche Giovanni Cafiero e Luigi Belviso.

Il primo, genero di Gaetano Cesarano, oltre a partecipare alle riunioni nelle quali venivano decise le strategie del sodalizio e la questione del sostentamento degli affiliati detenuti, si sarebbe occupato del recupero dei crediti maturati da vari imprenditori. Il secondo, oltre a promuovere specifici reati e a intrattenere rapporti con esponenti di altri sodalizi dell’area napoletana, nel 2021 avrebbe tentato (invano) di separarsi da Vincenzo Cesarano e assumere la guida del clan, in forza dell’avallo dei boss fondatori, acquisito per il tramite di Giovanni Cafiero. Anche per loro due si sono spalancate le porte del carcere.

In tutto sono stati arrestati 18 presunti esponenti del clan: 14 sono finiti in prigione, uno ai domiciliari (qui tutti i nomi degli arrestati). Sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione armata di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsione aggravata dal metodo mafioso, porto illegale di arma clandestina aggravato dal metodo mafioso, rapina aggravata dal metodo mafioso, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.

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