Era la centrale operativa dello spaccio, bar della Bassa chiuso per tre mesi

Serrande abbassate al bar 'La Bambolina' di Gottolengo. La donna che gestisce il locale, di proprietà del figlio, è finita in carcere all'inizio di dicembre per spaccio di cocaina ed estorsione.

I carabinieri mettono i sigilli al bar 'La Bambolina'

Serrande abbassate per i prossimi tre mesi al bar 'La Bambolina' di Gottolengo. Lo ha deciso il prefetto di Brescia. Il locale era da mesi al centro dell'attenzione dei carabinieri di Verolanuova: indagavano sulla 62enne che lo gestiva insieme al figlio. 

Come appurato dalle indagini, la barista faceva parte di una banda multietnica che riforniva la Bassa Bresciana di cocaina. Un'organizzata rete di spacciatori, composta da 11 persone, capace di immettere sul mercato 5 chili di cocaina in poco tempo e di disporre di corrieri albanesi capaci di trasportare fino a 2 chili per viaggio.

La donna era finita in carcere lo scorso dicembre, per spaccio ma anche per estorsione, mentre nei giorni scorsi il prefetto ha disposto la sospensione della licenza del bar dove lavorava, sulla base degli accertamenti dei militari.

Una ''centrale dello spaccio'', nel centro del paese: "Era un luogo di una sistematica e consuetudinaria attività di spaccio, diventando il riferimento per l’acquisto di narcotici nella Bassa Bresciana", si legge nella nota diffusa dall'Arma. 

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