Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

Accusa di truffa milionaria ai danni alla UE: imprenditore bresciano torna libero

Il tribunale del Riesame ha disposto l’annullamento della custodia cautelare per il 53enne Giuseppe Sgorbati: era finito ai domiciliari al termine della maxi-inchiesta “Grande Carro” della procura di Bari.

L'imprenditore bresciano Giuseppe Sgorbati è tornato in libertà, dopo settimane passate agli arresti domiciliari con l’accusa di concorso in truffa aggravata a danno all’Unione Europea per ottenere finanziamenti pubblici. Nelle scorse ore il tribunale del Riesame di Bari ha accolto la richiesta inoltrata dal legale e ha disposto l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare e l’immediato ritorno in libertà.

Il 53enne, che opera nel settore della intermediazione della vendita di macchine agricole, era finito nei guai lo scorso settembre, al termine della maxi-inchiesta coordinata dalla procura di Bari volta a fare chiarezza su presunte infiltrazioni mafiose nel settore agroalimentare. L’operazione - denominata “Grande Carro”, si era conclusa con l’arresto di ben 48 persone, accusate a vario titolo di associazione di tipo mafioso, riciclaggio, estorsione, illecita concorrenza, sequestro di persona, detenzione illegale di armi e truffa. La truffa all’UE era stata quantificata in oltre 13,5 milioni di euro, con relativi sequestri, tra cui beni mobili e immobili per 3 milioni.

Tra le persone finite in manette anche l’imprenditore bresciano: stando alle accuse mosse dagli inquirenti, il 53enne aveva concorso nel documentare la vendita di attrezzatura agricola, già oggetto di precedenti contratti, al fine di consentire agli acquirenti di usufruire di contributi europei per l’agricoltura (che in realtà non gli spettavano).

Sgorbati, a cui non sono mai stata attribuiti reati di stampo mafioso, ha sempre negato ogni addebito. Nel corso degli interrogatori avrebbe spiegato - come fa sapere il suo legale Andrea Cavaliere - di aver semplicemente svolo il suo lavoro di intermediario vendendo il macchinario senza trattenere indebitamente denaro. 

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