Cronaca

Tangenti: rinnovato il sequestro della discarica d'amianto di Cremona

L'autorizzazione regionale alla discarica di Cappella Cantone, destinata a raccogliere amianto dismesso, sarebbe l'origine della tangente da 100.000 € trovata nell'abitazione del politico bresciano Franco Nicoli Cristiani

I finanzieri del nucleo di Polizia tributaria della Gdf di Milano hanno eseguito oggi la 'rinnovazione' del sequestro preventivo della discarica di Cappella Cantone, nel Cremonese, finita al centro dell'inchiesta che nelle scorse settimane ha portato in carcere, tra gli altri, l'ex vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, Franco Nicoli Cristiani, per corruzione.

Il politico, infatti, avrebbe incassato una mazzetta dall'imprenditore Pierluca Locatelli proprio per accelerare il rilascio dell'autorizzazione a realizzare in quel luogo una discarica di amianto.

Il sequestro, già disposto dalla magistratura bresciana lo scorso 28 novembre, è stato rinnovato dal gip di Milano Elisabetta Meyer, su richiesta del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e del pm Paolo Filippini, dopo il 'passaggio di competenza' del filone sulla corruzione da Brescia al capoluogo lombardo.


Il versamento della mazzetta, infatti, sarebbe avvenuto in un ristorante di Milano. Locatelli ha raccontato anche agli inquirenti di aver promesso altri 100 mila euro a Nicoli Cristiani, oltre ai 100 mila trovati dagli investigatori a casa del politico. Diecimila euro invece, secondo l'accusa, sarebbero andati a un intermediario.

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