Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Bivaccano nel suo terreno, li invita ad andarsene: imprenditore pestato a sangue

L'aggressione sabato sera in un terreno di proprietà dell'imprenditore Giorgio Buffoli

Il luogo dell’aggressione © Bresciatoday.it

Potrebbero avere davvero le ore contate gli aggressori di Giorgio Buffoli, l'imprenditore di Vobarno (titolare della Buffoli Legnami) che sabato sera è stato picchiato, quasi investito e poi inseguito in auto in un terreno di sua proprietà a Raffa di Puegnago. Dopo averli affrontati a viso aperto si è dato alla fuga e si è rifugiato nella caserma dei carabinieri di Salò: domenica mattina, dopo essere stato medicato in ospedale a Gavardo (con prognosi di 15 giorni) ha sporto denuncia per lesioni personali al comando di Manerba.

Accerchiato da una dozzina di ragazzi

Tutto è successo intorno alle 23.30 di sabato. Buffoli riferisce di essere passato in zona solo per capire cosa stesse succedendo: negli ultimi tempi, infatti, aveva trovato più e più volte dei rifiuti. “Sono arrivato e c'era una dozzina di ragazzi – spiega – di età compresa tra i 25 e i 30 anni. Ho chiesto chi fossero e li ho invitati ad andarsene, loro hanno cominciato a insultarmi. Allora ha provato a fotografare le targhe delle auto presenti (un'Audi, un'Alfa Romeo Giulietta, una Bmw X3, ndr) e ad allertare il 112. Ma sono stati subito aggredito”.

L'imprenditore sarebbe stato accerchiato da otto o nove persone, che l'avrebbero preso a calci e pugni. E' riuscito a rifugiarsi in auto, anche questa colpita (e danneggiata: alla serratura e alla carrozzeria) da dove sarebbe riuscito a scattare le foto a 3 targhe su 4: nel tentativo di identificare anche la quarta targa è dovuto scendere dal suo veicolo, una Porsche Cayenne, ed è stato aggredito di nuovo.

L'inseguimento fino in caserma a Salò

“Per fortuna ho recuperato il corrimano in legno di una staccionata, e con quello mi sono difeso, li ho tenuti lontani – continua Buffoli – A un certo punto una macchina ha pure cercato di investirmi in retromarcia, ma io gli ho spaccato il lunotto superiore. Quindi ho avuto tempo di salire in auto e scappare”. L'inseguimento prosegue per qualche chilometro, in direzione Salò: ma gli aggressori fanno perdere le loro tracce, ovviamente, prima di arrivare in caserma. Su quanto accaduto indagano i carabinieri.

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