Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Il volto della Gioconda? E' quello di una bresciana di 25 anni

E' la tesi sostenuta nel saggio "Gioconda, chi era costei? Nuovi indizi: fondo sebino e scialle giallo" di Sandro Albini, 71enne di Sale Marasino

L'enigmatico volto de 'La Gioconda', il capolavoro di Leonardo Da Vinci e probabilmente il dipinto più celebre al mondo, non sarebbe quello di una nobildonna fiorentina come sostengono la maggior parte degli storici, ma quello di una bresciana di 25 anni.

Questa è la tesi Sandro Albini, 71enne dirigente sanitario in pensione di Sale Marasino, da sempre appassionato dell'arcano dietro cui si nasconde il celebre sorriso. Albini, curatore di una mostra sul tema che si è conclusa la scorsa settimana a Palazzo Martinengo, sempre a Sale Marasino, è anche autore di un libro pubblicato nel 2009 per Gam Editrice dal titolo "Alla destra della Gioconda: dipinti, disegni e trascorsi di Leonardo Da Vinci sul Lago d'Iseo".

Infatti, non tutti sanno che il geniale pittore e scienziato di Vinci, durante la sua fuga da Milano nel 1499 soggiornò sulle rive del Sebino. Sempre partendo da questo dato storico, Albini ha ora dato alle stampe un secondo volume - "Gioconda, chi era costei? Nuovi indizi: fondo sebino e scialle giallo" - in cui cerca di ricostruirne l'identità della donna.

Per Albini, la Gioconda è Medea Martinengo da Barco, 25enne in soggiorno tra il 1499 e il 1500 a Maspiano di Sale Marasino, e grande amore di Leonardo. Alle sue spalle, ad essere rappresentati sarebbero invece l'Oglio emissario, il ponte di Castelli Calepio e la strada che scende da Maspiano a Marasino. Nel quadro ci sarebbe persino la Corna Trentapassi, dipinta però come se fosse riflessa da una specchio, proprio com'era solito scrivere l'artista toscano.


La tesi, naturalmente, non fa altro che aggiungersi agli infiniti misteri del 'codice da Vinci' e, forse, è proprio di tali misteri di cui sorride la donna del dipinto, chiunque essa sia.

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