Ex medico di base ucciso dal Coronavirus: era tornato al lavoro per l'emergenza

Gino Fasoli, medico in pensione di Cazzago San Martino, si è spento in un letto dell'ospedale di Ome. Recentemente aveva fatto parte della macchina dei soccorsi per l'emergenza Coronavirus

Gino Fasoli (Fonte: Facebook)

Ha dedicato la sua vita a curare gli altri ma non è riuscito a sconfiggere il Coronavirus: un nemico subdolo contro cui migliaia di persone stanno combattendo in tutto il mondo. Tutta la Franciacorta piange il dottor Gino Fasoli: residente a Passirano e medico di famiglia a Cazzago San Martino per tantissimi anni, fino al 2016 quando era andato in pensione. 

Si è spento sabato in letto della clinica San Rocco di Ome, dov'era stato ricoverato dopo aver contratto il virus. Aveva 73 anni, la maggior parte dei quali passati indossando il camice bianco. 

Decine i messaggi di cordoglio piovuti sui social, dove la notizia della sua scomparsa si è diffusa in poche ore. "Un dottore a modo e sensibile" scrive Vilma; "Una persona amabile: quando c'era da aiutare gli altri, era sempre in prima fila", aggiunge il vicino di casa del medico, che sarà tumulato a Sulmona, dove risiede la famiglia. Gino lascia nel dolore il fratello Gabriele, la cognata Gabriella, la nipote Anna Paola.

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All'attività di medico di base affiancava il volontariato: era impegnato nell'unione nazionale trasporto degli ammalati a Lourdes ed era un attivo sostenitore di Emergency: "Un grande medico ma, prima ancora, un uomo d’altri tempi che si faceva amare e voler bene, tanto da aver lasciato il segno nel Bresciano - scrive Andrea D’Aurelio per Onda Tv, emittente regionale siciliana -. Recentemente era stato chiamato a dare manforte agli operatori sanitari per gestire l’emergenza Covid-19. Ha fatto quindi parte della macchina dei soccorsi. Ha dato la sua disponibilità per salvare le vite umane fino a rimetterci in prima persona. Non è morto solo un caro uomo e un bravo medico. E’ morto un eroe sul fronte".

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