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Cronaca Piancogno

Muore in montagna, il dramma di Gianluca: il dolore del figlio e della compagna

Stroncato da un infarto sulle montagne che amava

Gli amici lo chiamavano "Gatto": un po' per il suo cognome, e un po' per il modo con cui riusciva ad arrampicarsi ovunque e a scalare qualsiasi montagna. E' morto sabato pomeriggio a 52 anni Gianluca Gatti, originario di Breno ma da tempo residente a Piamborno, frazione di Piancogno in Valcamonica: stava dando lezioni di scalata lungo la falesia Foppella, a Castione della Presolana, sulle montagne bergamasche. Improvvisamente ha cominciato a sentirsi male, un forte dolore al petto: un principio d'infarto che in pochi attimi si è tramutato in tragedia.

E' stato soccorso sul posto, rianimato e lungo e trasferito d'urgenza al Civile di Brescia, dove purtroppo è spirato. La salma è ora a disposizione dell'autorità giudiziaria, che ha già richiesto l'autopsia per fare luce sulle cause del decesso. Lascia nel dolore la compagna Silvia e il giovane figlio Nicolò.

Il ricordo di Gianluca Gatti

La montagna era il suo grande amore, d'estate e d'inverno. Ma era all'arrampicata che dedicava anima e corpo: faceva parte dell'associazione sportiva Maniro Climbing e gestiva l'impianto di arrampicata chiamato "Manopiede" nel palazzetto dello sport di Piamborno. Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati in queste ore per ricordarlo. "Il gruppo Graffiti Climbers porge le più sentite condoglianze alla famiglia di Gianluca - si legge in una nota -: te ne sei andato facendo quello che più amavi e che ormai era il tuo lavoro, hai lasciato un segno indelebile in valle. Noi ti ricorderemo quando salivi in alto con eleganza e determinazione. Speriamo tu possa trovare felicità e pace dove sei ora". 

Anche il comitato lombardo della Fasi, la Federazione di arrampicata sportiva italiana, ha voluto esprimere "il più profondo cordoglio, da parte di tutto il mondo dell'arrampicata sportiva". E ancora, i tanti amici: "Grazie infinitamente per i bei momenti passati insieme e per tutto quello che ci hai insegnato. Se ne va una persona buona e altruista. Non ci sono parole, ciao amico mio", scrive Michele.

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