Cronaca Centro / Corso Palestro

Gianfranco se n’è andato, due mesi dopo: «Brescia ha perso qualcosa»

A 60 giorni dalla sua prima 'apparizione' in Corso Palestro ecco una breve cronistoria delle disavventure di Gianfranco, il pensionato neanche 70enne che ha deciso di rimettersi in piazza, a vendere libri e a incontrare gente

Tutto è cominciato quasi due mesi orsono, in fondo al lungo vialone di Corso Palestro che arriva fino ai portici di Zanardelli, in pieno centro storico a Brescia. Lui è il ‘piccolo’ Gianfranco, pensionato nemmeno 70enne di Roncadelle “minuscolo granello nel mare magnum della più lunga crisi economica dalla fine della Seconda Guerra Mondiale”. Grande appassionato di libri, in casa tiene ancora una biblioteca, non intera ma quasi. Peccato che, racconta, “la pensione non mi basta più”.

Ha deciso allora di appoggiare i suoi libri per terra, li ha messi ben bene in fila, uno dopo l’altro. “Per racimolare qualcosa – continua Gianfranco – ma soprattutto per fare qualcosa. Per sentirmi vivo, per non farmi prendere dallo sconforto”. Sembra infatti sia da tempo seguito dai Servizi Sociali del suo paese, la confinante Roncadelle.

Più d’uno sembra voler interferire nella sua storia, si dice che lui in realtà non abbia problemi di soldi ma che abbia problemi per così dire sociali. E dire che gliele vanno tutte un po’ male, perché si narra della sua bicicletta rubata, di qualche “giovinastro” che gli ha messo sottosopra l’improvvisata bancarella, di un altro che gli ha fregato il portamonete “con gli incassi di giornata”.

Ci mancava poi la segnalazione ai vigili: non una ma ben cinque, e in meno di una mattina e un pomeriggio messi insieme, quanto basta per scatenare la (dovuta?) reazione degli uomini in divisa. Prima gli suggeriscono di andarsene, poi insistono un po’ di più, infine arriva la multa, salata. Centosessantaeuro tondi tondi, per occupazione abusiva di suolo pubblico e perché per vendere libri in strada, al giorno d’oggi ma anche di ieri, serve apposita licenza.

“Siamo disposti a dargli una mano – spiegano intanto dal Comune di Brescia – perché sappiamo bene che si tratta di una persona ad altissima fragilità umana”. La multa infatti sembra possa sparire tra le mille pratiche, anche se qualcuno si sarebbe già offerto di pagarla per intero di tasca sua, prima una signora delle tante che d’inverno mettono la pelliccia al collo, addirittura un ignoto bresciano in trasferta in Giappone.

“Tanti mi chiedono se mi serve qualcosa – raccontava Gianfranco, dal fondo di Corso Palestro – Molti studenti mi portano caffè e brioches, alcuni baristi del centro anche qualcosa da sgranocchiare”. Un punto ‘nero’ nel cuore di Brescia, che non a tutti è andato giù. Ma che in meno di 60 giorni è diventato un fenomeno da web e da social network come non se ne vedevano da tempo.

La discussione impazza, tra chi sta con lui e tra chi invece vuol fare un po’ più il cinico. Un’interpretazione ‘filosofica’ ce la suggerisce un nostro lettore: “Ma un vecchio che espone libri per strada, cosa vuoi che faccia di male”. E tra chi non lo vede più spunta pure l’amarezza: “Forse la Brescia d’estate ha perso qualcosa. Una mascotte, un portafortuna”.

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