Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca Soiano del Lago

Uccide lo zio, bruciato nel forno: condannato all’ergastolo, è irreperibile

Confermata la condanna per Giacomo Bozzoli

La condanna è ora definitiva: carcere a vita per Giacomo Bozzoli, 39 anni, l’imprenditore accusato dell’omicidio dello zio Mario, scomparso l’8 ottobre 2015 da Marcheno e di cui da allora non si hanno più avuto notizie certe. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dai legali del 39enne e ha confermato la sentenza della Corte d’Assise d’Appello, che a sua volta aveva confermato la sentenza di primo grado. La Cassazione, ricordiamo, non entra nel merito delle sentenze ma valuta solo la legittimità processuale: nessuna anomalia o irregolarità riscontrata. È dunque definitivo l’ergastolo per Giacomo Bozzoli.

Condannato all’ergastolo, non appena sarà ufficiale il provvedimento di carcerazione per il 39enne si apriranno le porte della reclusione a vita. Anche se in queste ore è sorto un problema: il giovane imprenditore attualmente è irreperibile. I carabinieri della compagnia di Salò da diverse ore stanno stazionando fuori dall’abitazione di Bozzoli sul lago di Garda, una villa in centro a Soiano: dell’imprenditore nessuna traccia. In giornata si attendono ulteriori (e inevitabili) sviluppi.

L’omicidio di Mario Bozzoli

La vicenda è nota. Secondo la pubblica accusa, Mario Bozzoli – lo zio di Giacomo, titolare delle Fonderie Bozzoli di Marcheno, in Valtrompia – sarebbe stato ucciso o gettato in un forno. Nella ricostruzione di Procura e forze dell’ordine pare che anche un operaio della fonderia, Giuseppe Ghirardini, avrebbe preso parte alla distruzione del corpo di Bozzoli, ricevendo migliaia di euro in contanti da parte del nipote dell’imprenditore. Non si è mai saputo com’è andata veramente, in quanto Ghirardini venne trovato morto in Valcamonica, a pochi passi dalle Case di Viso, probabilmente deceduto per avvelenamento.

Le motivazioni della sentenza

Quanto al movente, nelle motivazioni della sentenza di secondo grado i giudici spiegavano che dietro l’omicidio ci sarebbero stati dissidi di tipo economico. "Giacomo è l’unico in cui è risultato coesistere, unitamente a un odio ostinato e incontenibile nei confronti della vittima – si legge – anche l'interesse economico per ucciderla riconducibile agli interessi societari e familiari". Giacomo Bozzoli sarebbe stato l’unico "che ripetutamente e senza freni aveva manifestato il desiderio di ucciderlo": l’omicidio si sarebbe poi effettivamente compiuto e "con atroci modalità". In tutto questo, Giacomo Bozzoli si è sempre dichiarato innocente.
 

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