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Fiamme dopo l'intervista a Le Iene: così hanno provato a bruciare il bar di Yuri

Un uomo incappucciato avrebbe gettato del liquido infiammabile sotto la porta d’ingresso, poi ha appiccato il fuoco

Le immagini delle telecamere interne del bar Mi Vida e la testimonianza di un passante che avrebbe assistito inerme all’attacco incendiario: questi gli elementi a disposizione dei carabinieri. I militari sono già al lavoro per identificare colui che, nella tarda serata di mercoledì, ha dato fuoco alla porta d’ingresso del locale del 27enne Yuri Colosio, proprio a pochi minuti dalla messa in onda del servizio delle Iene in cui il barista denunciava le angherie di una baby-gang, proseguite per mesi.

Le fiamme spente da un passante

Tutto è accaduto verso le 23: una persona incappucciata avrebbe gettato del liquido infiammabile sotto la porta del locale e poi avrebbe appiccato il fuoco, con un accendino. Infine la fiammata alta diversi centimetri - come si vede bene nel video, pubblicato su Instagram dal titolare del Mi Vida - che ha avvolto l’ingresso del bar di Ghedi. 

La fortuna ha voluto che proprio in quegli istanti passasse un uomo, residente nelle case popolari vicine al bar: ha visto una persona incappucciata allontanarsi di corsa e poi la fiammata levarsi dalla porta del locale. Poteva andare molto peggio, se il passante non fosse tempestivamente intervenuto per domare l’incendio: sarebbe stato proprio lui a rompere la vetrata d’ingresso per poi gettare dell’acqua che aveva con sé all’interno del bar e spegnere le fiamme. 

Danni al locale

Restano però i danni, ingenti, all’entrata del Mi Vida: la parete e lo zerbino anneriti, così come un tappeto e una tenda. E cresce la preoccupazione e la paura di Colosio che proprio nell’intervista - andata in onda su Italia Uno pochi minuti prima dell’attacco incendiario - ha riferito dei tanti episodi di cui sarebbe stato vittima. Tutti messi nero su bianco nelle denunce sporte ai carabinieri: dal pugno rifilato al buttafuori del locale (9 punti di sutura) alle tre vetrate distrutte, il giorno dopo. E ancora la rissa in discoteca, con l'amico Stefano che si era procurato la frattura scomposta della mandibola. Fino all'infame aggressione subita anche da suo padre.

Gli autori delle violenze non sarebbero ragazzini membri di una baby gang, ma - stando a quanto riferito dai carabinieri di Verolanuova - due giovani con cui Colosio avrebbe avuto numerosi attriti. Tra loro ci sarebbe anche un cantante di trap, che nei mesi scorsi ha girato anche un discusso videoclip tra i cortili delle case popolari di Ghedi. Anche lui è stato intervistato dalle Iene: ha riferito, a sua volta, di aver già denunciato il barista. 

Le parole del sindaco

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Ghedi Federico Casali: “Posso dire che sia le forze dell’ordine che la Polizia Locale sono sul pezzo. Le indagini sono in corso da un po’ di tempo e non sono certo partite in seguito a quanto riportato dalla stampa - si legge in una nota - Per quel che riguarda il nostro Comune, cerchiamo di tenere alta la guardia e monitorare la situazione in stretta collaborazione con le forze dell’ordine. Ribadisco che la situazione era già nota e che procede il lavoro investigativo che è già stato avviato”.
 

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