Cronaca

Guerra in Libia, gli aerei partiranno da Ghedi

Dopo il rientro della portaerei Garibaldi voluto dalla Lega, i bombardieri diretti in Libia partiranno anche dalla base di Ghedi

La riduzione dell'impegno Libico voluto dalla Lega ha portato a un compromesso che più di ridimensionamento della missione sembra un accordo da prima repubblica. Non tornano difatti i conti sui tagli, che prevedono il rimpatrio di 2.078 militari che, quasi per metà, sono i marinai della portaerei Garibaldi rientrata lunedì nel porto di Taranto.

 
Ma quello che Lega Nord vede come un successo dei sui dettami sul Governo, alla fine non porterà a nessuna riduzione né dell'impegno militare né, tanto meno, di quello economico. Infatti, i 4 jet Harrier che operavano dalla portaerei sono stati rimpiazzati da altrettanti velivoli Tornado dell'Aeronautica con base in Sicilia. Inoltre, gli aerei da guerra utilizzati saranno sempre 12, più altri 3 per il rifornimento in volo e il supporto logistico.
 
Tuttavia, aver deciso di rinunciare a quelli imbarcati sulla Garibaldi, dislocata a poche miglia di distanza dalle coste libiche, porterà un aumento di spesa per quel che riguarda le missioni aeree. Se prima il costo per ora di volo era di poco inferiore ai 10 mila euro, ora i 4 bombardieri Tornado che li rimpiazzeranno costeranno 27 mila euro a ora di volo.
 
Infatti, le basi da cui decolleranno per bombardare i loro obbiettivi libici, saranno quelle di Taranto e Ghedi, da cui sono necessari, per arrivare in Libia, due o tre rifornimenti in volo. Costi supplementari, che vanificheranno il risparmio realizzato col rientro della Garibaldi.  
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