"Hai fatto sesso con la mia fidanzata": pistola in pugno, rapisce un operaio e lo porta nei boschi

Non si hanno ancora notizie certe del destino di Abdelouahed Haida, il rapitore, e di Mirko Giacomini, il sequestrato: le ricerche sono riprese stamattina

Un sequestro di persona pistola in pugno, il furto di un'auto, la fuga rocambolesca tra i boschi, le ricerche serrate dei carabinieri (che al momento hanno ritrovato solo la macchina). E' questa in estrema sintesi la cronaca di una giornata incredibile, forse mai vista in provincia di Brescia: il sequestro di persona, stando alle ultime e più efficaci indiscrezioni, sarebbe avvenuto per motivi passionali, per un presunto tradimento.

L'uomo in fuga, e dunque rapitore, è il marocchino 36enne Abdelouahed Haida, regolare in Italia ma con qualche precedente alle spalle: il rapito invece è l'operaio 45enne Mirko Giacomini, che abita a Gavardo. Sequestrato nella sua abitazione di Sopraponte, poi portato chissà dove. L'auto utilizzata per la fuga è stata recuperata nella frazione di Prandaglio, a Villanuova sul Clisi. Ma di loro ancora nessuna traccia.

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Le ricerche nei boschi sono riprese all'alba, dopo una giornata a dir poco intensa. In tutto il paese (e non solo) sono state viste le gazzelle dei carabinieri, i posti di blocco: fuori dalla caserma, nel primo pomeriggio, c'erano più di 20 militari. Circostanze che non potevano passare inosservate, e che hanno messo in agitazione la cittadina intera.

La cronaca del rapimento

Haida si sarebbe presentato martedì sera all'uscita dell'azienda Saf di Muscoline, che produce stampi, armato di pistola e con la chiara volontà di sequestrare Giacomini. Nascosto tra siepi e cespugli, sarebbe saltato fuori all'improvviso alla fine del turno serale, dopo le 21. Qui si sarebbe accorto dell'assenza di Giacomini, parlando con un collega.

E' qui che scatta la follia. A lui per primo avrebbe puntato la pistola in faccia, costringendolo a salire in macchina e a portarlo a casa di Giacomini. Una volta raggiunta l'abitazione di Sopraponte, Haida avrebbe spintonato e fatto allontanare il collega di lavoro, tenendo con sé l'auto. Infine avrebbe fatto uscire di casa il 45enne, per il rapimento definitivo e la fuga in mezzo ai boschi.

Come detto l'automobile è stata ritrovata a Prandaglio. Ma per tutto il giorno le ricerche si sono concentrate sui luoghi considerati probabili: alla Busela e a Soprazocco, in tutta Gavardo, nei boschi e sulle colline anche tra Vallio Terme e Villanuova. Nulla di fatto, almeno per ora: sono già due notti che Haida tiene con sé l'operaio bresciano. E con il passare delle ore prendono piede anche le ipotesi più macabre.

Il motivo del sequestro

La voce ha cominciato a girare in paese in prima serata, quando dal cielo cominciavano a cadere le prime gocce di pioggia. “Un motivo passionale”, si sente ripetere tra messaggi e telefonate. A quanto pare Haida accuserebbe Giacomini di aver “consumato” rapporti con la sua fidanzata, ragazza anche lei marocchina e che per qualche tempo avrebbe lavorato proprio alla Saf. La versione non è stata ufficialmente confermata dagli inquirenti, ma rimane quella più attendibile. Nuovi sviluppi sono attesi nelle prossime ore.

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