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Gavardo, transito vietato ai ciclisti: «In difesa dei residenti»

Il tratto di Via Carlo Sormani precluso al passaggio delle biciclette dei non residenti e dei non autorizzati. Polemiche da una parte e dall'altra: i ciclisti si indignano, i residenti chiedono che il divieto venga rispettato

Bicicletta a mano (o sulle spalle) e via a passo d’uomo, pena una sanzione che si aggira intorno ai 40 euro. Questa la storia di Via Carlo Sormani, piccola via di transito in quel di Gavardo proprio accanto miniparco acquatico dell’Isolo, e che annovera tra i suoi impensabili difetti il fatto di confinare con la celebre Gavardina, la pista ciclabile più famosa della Provincia che porta verso Brescia e verso Salò. La decisione è arrivata dopo le numerose proteste dei cittadini, a causa delle velocità eccessive con cui molto spesso i ciclisti sfrecciano a fianco delle abitazioni o degli edifici.

“Il problema è noto da anni – racconta a BresciaToday il primo cittadino Emanuele Vezzola – tanto che anche la precedente amministrazione ha fatto realizzare un’apposita passerella sul Ponte Franchi per deviare il traffico ciclistico. Non si tratta di una boutade di pochi residenti ma di una problematica molto sentita: Via Carlo Sormani non è una pista ciclabile ma una via a doppio senso e quindi molto stretta, dove abitano circa 170 famiglie”.

“I ciclisti interpretano Via Sormani come una strada ciclabile quando non lo è, e si arrabbiano e insultano tutti quelli che si trovano di fronte. Molte persone escono di casa e corrono il rischio di essere investite perché troppi ciclisti corrono pensando di fare i record dell’ora, come se fossero al velodromo. Mi spiace ma ora dovranno fare 200 metri di strada alternativa, non possiamo peggiorare la vita di tutte quelle famiglie per gruppi improvvisati che io chiamo i Gimondi del sabato mattina”.

Noi per caso un ciclista l’abbiamo incontrato: come da ordinanza è sceso dalla bicicletta e l’ha condotta a mano. “Quello che mi sembra assurdo – ci fa notare il nostro sportivo – è che il transito sia vietato alle bici ma non alle automobili. Capisco che sempre di residenti si parla, ma mi pare ovvio che il livello di pericolo è diverso. Purtroppo è vero, ci sono anche gli scalmanati della domenica, ma non mi pare giusto penalizzare un’intera categoria”. I cartelli parlano chiaro, transito vietato eccetto residenti e autorizzati.

Il gruppo ‘Amici della Bici Corrado Ponzanelli’ nei giorni scorsi ha ribadito la propria contrarietà con una biciclettata di protesta. “Credo che gli Amici della Bici – continua il sindaco Vezzola – dovrebbero far capire ai loro associati che il problema non sono i residenti ma tutti quelli che sfrecciano pensando di avere una strada tutta per sé”. Altre soluzioni? “Mai dire mai, ma per adesso il divieto rimane. Le 170 famiglie non hanno alternative, da una parte c’è il Chiese e dall’altra il Naviglio”.

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