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Da Gardone a Facebook sale la protesta: «Non chiudete ostetricia!»

Sabato pomeriggio una manifestazione nei pressi del parcheggio dell'ospedale valtrumplino con intervento del consigliere regionale Girelli. La protesta che corre su Facebook: "E' un problema di tutti, un servizio che serve"

La stagione dei tagli passa anche dall’ospedale di Gardone Val Trompia, dove pare ormai cosa certa la chiusura del reparto di ostetricia, una sala parto e un punto nascite unico nel territorio a cui la cittadinanza sembra proprio non voler rinunciare. Ma la direzione degli Spedali Civili lo ha confermato, anche pochi giorni fa: entro la fine dell’anno quel reparto dovrà essere chiuso, per dare spazio a nuove strutture di day hospital nell’ambito di un più generale ridimensionamento dell’ospedale. I residenti non ci stanno e, future mamme in testa, hanno dato voce alla protesta anche attraverso il più diffuso social network del pianeta, aprendo una pagina su Facebook: “No alla chiusura del reparto di ostetricia dell’ospedale di Gardone VT!”.

La pagina è aperta a tutti e conta già parecchie centinaia di membri, post costantemente aggiornati e una rassegna stampa praticamente quotidiana. Provate a dare un’occhiata, e magari mettete anche un Mi Piace: tanto non vi costa nulla. Obiettivo è far cambiare idea al coordinamento regionale e alla direzione sanitaria del Civile. “Ci dispiace soprattutto per tutte le donne della Valtrompia – fanno sapere in paese – è servizio che serve a cui non possiamo rinunciare”. Un ragionamento non poi così assurdo: se pensiamo ad una ragazza di Collio che per partorire deve ‘volare’ fino a Brescia, e poi magari trova il consueto traffico cittadino.. il rischio che corre è quello di partorire lungo il tragitto.

Sabato pomeriggio è previsto un presidio proprio (a cui farà seguito una raccolta firme) nel parcheggio dell’ospedale, organizzato dagli ‘indignati’ nostrani non solo di Gardone VT, per le mamme e con le mamme, le mamme del futuro e quelle che invece hanno già dato alla luce una creatura nella sala parti a rischio chiusura. Se l’intenzione è di scuotere la Regione ci proverà Gian Antonio Girelli, consigliere regionale che fa parte della Commissione Sanità e che ha già confermato la sua presenza.

Per una volta accanto ai cittadini anche le istituzioni, dai sindaci dei paesi limitrofi al presidente della vicina Comunità Montana, che collaborano con i residenti per stilare un documento condiviso da girare al presidente della Regione Roberto Formigoni, e a tutti i consiglieri bresciani che potrebbero alzare la voce in Consiglio. “Il fatto di nascere a Gardone – commenta il primo cittadino Michele Gussago – non è legato solo a una visione romantica della vita, ma rappresenta in primo luogo un servizio e poi il riconoscimento dell’appartenenza del territorio”.

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