Cronaca

Accusato di aver stuprato una prostituta, ma viene assolto: 3 mesi in carcere senza motivo

È stato assolto il gallerista accusato di aver costretto una prostituta a un rapporto non consenziente

Foto d'archivio

L’incubo di un noto mercante d’arte era cominciato lo scorso luglio, quando una prostituta lo aveva accusato di violenza sessuale.  Dopo l’arresto, per lui si erano aperte le porte del carcere di Pavia, dov’era rimasto per tre mesi, poi gli arresti domiciliari e infine l’obbligo di dimora.

Il processo

Da qualche ora è tornato libero: il processo a suo carico si è infatti chiuso senza condanne. Il pm aveva chiesto che scontasse una pena  di 5 anni e 4 mesi, ma il giudice non ha ritenuto sufficientemente credibile il racconto della prostituta e lo ha assolto.

In aula, l’avvocato del gallerista è riuscito a smontare pezzo per pezzo la testimonianza della prostituta, che aveva sporto denuncia alla polizia locale 10 giorni dopo la presenta violenza subita. La donna aveva raccontato che il mercante d'arte, dopo averla fatta salire in auto nella zona della Mandolossa a Brescia, aveva abusato di lei, costringendola a consumare un rapporto. Poi l'aveva minacciata ripetutamente, sottraendole il cellulare e impedendole di uscire dall'auto, bloccando le portiere.

Proprio questo ultimo dettaglio si è rivelato fondamentale per la difesa del gallerista, che ha sempre respinto le accuse, sostenendo che il rapporto era consenziente. In aula l’avvocato dell’imputato è riuscito a dimostrare che all’epoca dei fatti la l’auto del mercante d’arte non era dotata di un sistema per bloccare le portiere e quindi la donna avrebbe potuto scendere quando voleva. 

La vicenda non è ancora finita: il gallerista e il suo difensore attendono le motivazioni del sentenza e valutano la possibilità di chiedere un risarcimento per i mesi trascorsi in carcere e ai domiciliari. 

 

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