Dramma Covid, Gallera sentito dai magistrati. Convocati Fontana e Bonometti

Continuano le indagini sulla gestione della Fase 1 dell'emergenza Coronavirus: i magistrati di Bergamo hanno ascoltato come persona informata sui fatti l'assessore al Welfare lombardo Giulio Gallera: "Non sono preoccupato, si tratta di un atto dovuto e noi siam qui per collaborare, per informare". Nella giornata di venerdì sarà la volta del governatore Attilio Fontana.

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Tra i convocati della Procura bergamasca c'è anche l'imprenditore bresciano Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia. I pm stanno indagando anche sulla mancata 'zona rossa' ad Alzano: "Nelle riunioni che abbiamo avuto concadenza quasi quotidiana tra fine febbraio e i primi giorni di marzo, anche in sede di Patto di sviluppo con artigiani, commercianti, lega delle cooperative e sindacati, la Regione è sempre stata d’accordo con noi nel non ritenere utile, ma anzi dannosa, una eventuale zona rossa sul modello Codogno per chiudere i comuni di Alzano e Nembro", aveva dichiarato Bonometti al Fatto Quotidiano giovedì 9 aprile.

Alzano Lombardo e Nembro sono poi divenuti l'epicentro del contagio. Una 'zona rossa' come Codogno, a detta degli scienziati, avrebbe ridotto notevolmente la diffusione contagi e decessi. “A marzo abbiamo avuto 110-120 morti. Lo scorso anno, nello stesso periodo erano stati 14. Basta questo per farsi un'idea della dimensione della tragedia”, ha dichiarato Claudio Cencelli, sindaco di Nembro.

Fontana ha sempre rigettato ogni responsabilità, accusando a sua volta il premier Conte, il quale, nella notte tra il 7 e l’8 marzo, aveva fatto diventare 'zona arancione' l'intero paese, ma il focolaio di Alzano restava aperto (e dalla prima vittima Covid in Val Seriana erano già passate due settimane). "Sia prima dell’emergenza sia successivamente, i presidenti delle Regioni hanno il potere di emettere ordinanze di carattere urgente in materia sanitaria con efficacia limitata al territorio o parte di esso, secondo la legge 833/1978", era stata la risposta di Palazzo Chigi. 'Zone rosse' sono state istituite dai governatori regionali di Lazio, Calabria e Campania (celebre il caso del comune di Saviano e del pugno di ferro di Vincenzo De Luca). Regione Lombardia, invece, ha sempre passato la palla al governo.

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