Disastro ambientale, blitz dei carabinieri in azienda: indagato anche il sindaco

Nuovo blitz di carabinieri e tecnici di Ats nei capannoni abbandonati dell'azienda Fratus: da settimane la Procura indaga per l'ipotesi di reato ambientale

Foto di repertorio

Blitz di carabinieri e tecnici di Ats tra i capannoni abbandonati dell'azienda Fratus di Castelli Calepio, al confine con Palazzolo sull'Oglio, dove da tempo s'indaga per un presunto disastro ambientale: alcuni sigilli posti all'esterno dell'azienda ormai in liquidazione sarebbero stati rimossi, e sarebbero stati rinvenuti anche dei quantitativi “sospetti” di amianto che potrebbero provenire proprio dal sito industriale dismesso.

Insomma il mistero s'infittisce, ma intanto le indagini proseguono. Gli accertamenti di Ats hanno confermato la necessità di rimuovere la lastre di amianto ancora presenti sui tetti e le coperture, che cominciano a “sfilacciarsi” con tutte le conseguenze del caso. Ricordiamo che a margine dei più recenti sviluppi, la Procura bresciana da tempo ha aperto un'inchiesta per disastro ambientale, coordinata dal pm Antonio Bassolino.

Indagati eccellenti nell'inchiesta bresciana

Negli ultimi giorni la platea degli indagati si sarebbe ulteriormente ampliata: tra gli indagati eccellenti segnaliamo l'imprenditore Luigi Fratus e la figlia Patrizia, per cui si ipotizza il concorso in disastro ambientale e omessa bonifica, ma anche il sindaco di Castelli Calepio Giovanni Benini e la responsabile dell'Ufficio ambiente del municipio bergamasco Lucia Andriola. Per entrambi si ipotizza l'omissione di atti d'ufficio.

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Del discorso amianto alla Fratus si parla ormai dal 2013. In più occasioni le fibre di amianto si sarebbero riversate tra Castelli Calepio e il vicino Palazzolo, con il rischio di provocare danni ambientali. Nell'estate del 2019 un furioso incendio potrebbe aver ulteriormente diffuso nell'aria le molecole del pericoloso materiale.

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