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Cronaca

"Ti uccido, ti taglio a pezzi e ti butto nel lago": marito alla sbarra

Botte e minacce di morte alla moglie: è accusato di maltrattamenti e lesioni aggravate

Un incubo lungo più di un anno, vissuto tra le mura dell'abitazione che divideva con il marito. Minacce, botte e insulti e perfino il divieto di uscire di casa e di telefonare ai parenti, se non alla presenza del consorte o dei familiari di lui. È quanto avrebbe subito una giovane donna marocchina dall'estate del 2019 al dicembre del 2020 quando aveva trovato il coraggio di denunciare l'uomo - un 38enne marocchino di casa in Franciacorta - ai carabinieri. Da allora lei vive in una struttura protetta insieme al figlioletto avuto dal 38enne.

A spingerla a cercare aiuto, e a mettere nero su bianco le violenze subite, sarebbe stata l'ennesima violenta aggressione. Stando a quanto riferisce il quotidiano Bresciaoggi, in quell'occasione l'uomo l'avrebbe afferrata per il collo e violentemente sbattuta contro un muro per poi puntarle contro un coltello. Infine le minacce di morte: "Se ti uccido non ti cerca nessuno: ti taglio a pezzi e ti butto nel lago", avrebbe detto il 38enne.

Minacce che sarebbero proseguite anche dopo che la giovane aveva trovato riparo in una comunità. Lui sarebbe riuscito a scovare la struttura e avrebbe contattato i familiari della donna minacciando di uccidere sia lei che il bambino. Per il 38enne, con numerosi precedenti alla spalle, erano allora scattate le manette e si erano pure aperte le porte del carcere.

Accusato di maltrattamenti e lesioni aggravate, nei giorni scorsi è comparso in tribunale, rigettando le accuse e dando la sua versione dei fatti: "Non c'è nulla di vero - avrebbe detto l'uomo - in casa era trattata come una principessa".

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