Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

Installavano finti rilevatori del gas: cinque bresciani in manette

Uno è in carcere, quattro ai domiciliari

Sono tutti residenti nel Bresciano, ma operavano nel Veronese, e sono responsabili di circa 15 episodi di truffa. Quattro persone sono ai domiciliari ed una è in carcere per diversi reati consumati tra novembre 2022 e giugno 2023. All’alba di ieri, su delega della Procura di Verona, i Carabinieri del Comando Stazione Parona Valpolicella, coadiuvati dall’Arma locale e supportati dai comandi dell’Arma territorialmente competenti, hanno eseguito le misure cautelari nella nostra provincia di Brescia. Le truffe sono state commesse, a vario titolo, nella città scaligera, a danno di anziani.

Quello che si era formato era un vero e proprio sodalizio dedito alla vendita ed all’installazione di rilevatori di gas e antincendio in abitazioni di persone anziane, dietro pagamento di somme spropositate rispetto all’effettiva prestazione resa. Nello specifico, dopo essersi qualificati quali tecnici delegati da enti statali, regionali o comunali, i truffatori convincevano gli anziani ad acquistare apparecchi non obbligatori e a siglare un contratto di assistenza fittizio. Poi all’atto del pagamento con strumentazione Pos incrementavano esponenzialmente - fino a 10 volte - il prezzo precedentemente pattuito, il tutto all’insaputa dei clienti.

Per "rassicurare" le potenziali vittime, i truffatori nei giorni prima del sopralluogo apponevano falsi avvisi cartacei negli androni dei condomini per legittimare i loro controlli agli impianti degli appartamenti e rassicurare i residenti sulla bontà delle loro attività. Nel corso dell’operazione, nelle abitazioni degli indagati sono stati trovati almeno 1.000 volantini di “avviso ai cittadini” dello stesso tenore, oltre a svariati Pos, rilevatori di fumo ed una casacca da tecnico. Infine, è stato rinvenuto un insolito “decalogo” in cui venivano riportate modalità, schemi e parole chiave per rapportarsi con i potenziali clienti.

Grazie al meticoloso lavoro svolto dai Carabinieri, le indagini hanno portato all’identificazione di un capo banda, un pregiudicato 57enne, titolare di una ditta cui erano rivolti i proventi delle truffe attuate, successivamente tradotto in carcere. Gli altri indagati, tutti italiani di età compresa fra i 30 e i 40 anni, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, eccetto un 35enne, residente in provincia di Mantova, che è stato denunciato a piede libero, con il supporto del comando territorialmente competente. Le persone arrestate sono residenti a Piancogno, Fiesse e Manerba del Garda. 

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