"Ti ammazzo e ti stupro anche da morta": cerca di strangolarla dopo la serata in disco

E' stato condannato in primo grado a 7 anni e mezzo di carcere Filippo Vitiello, ex operaio comunale di Nave: l'accusa è di tentato omicidio

Per il giudice ha cercato di strangolarla e avrebbe anche potuto ucciderla: per questo Filippo Vitiello, operaio di circa 40 anni ex dipendente del Comune di Nave, è stato condannato a 7 anni e mezzo di carcere per tentato omicidio. Si chiude così, per ora, la vicenda che si trascina ormai da oltre un anno e mezzo e che coinvolge anche una barista di Nave.

E' lei la donna che sarebbe stata aggredita da Vitiello in una fredda notte nella seconda metà del gennaio del 2019. I due avrebbero passato una lunga serata insieme, a partire da Nave e poi a Brescia città. Al termine di questa, forse in preda a qualche alterazione, Vitiello avrebbe minacciato la sua amica: “Ti ammazzo e poi ti stupro quando sei morta”.

Una dichiarazione che probabilmente sarebbe caduta nel vuoto se non fosse che prima dell'alba, tra i quartieri di Casazza e San Bartolomeo, Vitiello avrebbe tentato di strangolare la barista, poi fuggita a piedi dopo aver strappato le chiavi dal cruscotto della Peugeot dell'uomo, di cui era passeggera.

Arrestato un anno fa

Avrebbe poi chiesto aiuto a una donna che stava uscendo per andare al lavoro: nessuna denuncia, almeno all'inizio, ma un lungo post su Facebook (senza fare nomi) che però ha attirato l'attenzione dei carabinieri, che hanno avviato le indagini. Nel luglio di un anno fa Vitiello è stato arrestato: dopo qualche settimana di carcere ora si trova ai domiciliari, da parenti in Sicilia.

La versione di Vitiello

L'operaio ha sempre negato le sue responsabilità: ha spiegato a giudici e pm che lui non avrebbe fatto altro se non tirarla per la sciarpa, ma in risposta a una reazione aggressiva della donna dopo aver acquistato della cocaina, che Vitiello avrebbe invece rifiutato. Una versione che non ha convinto i magistrati, che infatti hanno dato ragione alla donna, difesa dall'avvocato Laura Simeone.

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Il percorso giudiziario si è concluso, per il momento, con una condanna a 7 anni e 6 mesi per tentato omicidio: la pubblica accusa ne aveva chiesti ben nove. Ma i legali di Vitiello annunciano battaglia, nella tutela della presunta innocenza del loro assistito: faranno ricorsi in appello.

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