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Venerdì, 1 Marzo 2024
Cronaca Comezzano-Cizzago

Una grande folla, danza Haka e palloncini bianchi al funerale di Federico 

L'ultimo commosso saluto a Federico Doga, morto a 16 anni in un tragico incidente stradale 

La bara coperta dalle maglie da rugby ha varcato la soglia della chiesa verso le 15 di lunedì pomeriggio: ad abbracciare per l'ultima volta Federico Doga c'erano centinaia di persone. Tanto che la chiesa parrocchiale di Comezzano Cizzago si è rivelata troppo piccola per contenere lo strazio di due comunità, dei genitori, dei compagni di squadra e di scuola, dei tantissimi amici del 16enne morto sabato sera in un tragico incidente stradale. Federico stava attraversando via Roma a Iseo, quando è stato travolto: colpito da due auto che si sarebbero poi scontrate tra loro, è spirato poco più tardi in ospedale. 

"Una morte crudele che non può essere alleviata dalla pochezza delle parole umane", ha detto il parco di Comezzano, Jordan Coraglia, durante la toccante omelia funebre. Federico frequentava la classe terza del Liceo economico-sociale all'istituto Gigli di Rovato e sognava di indossare la maglia numero 9 della Nazionale di rugby. La stessa casacca che lunedì copriva - insieme a quelle del Rovato e del Parabiago - il feretro. Cresciuto nella grande famiglia del rugby Rovato, difendeva i colori del club franciacortino da quando aveva sei anni. Una passione ereditata dalla madre Chiara Galli, fondatrice delle "Queens" (la locale squadra femminile) di cui è stata prima giocatrice e poi allenatrice e dal marito Daniele Porrino, ex direttore tecnico del Rovato, oltre che coach della Nazionale femminile, e ora allenatore a Parabiago.

Un ragazzo pieno di gioia e felicità, molto educato: si impegnava al massimo per raggiungere i suoi obiettivi sul campo da gioco, e non solo. Questo il ritratto di Federico tracciato dagli amici di famiglia al termine della cerimonia. Un giovane esemplare, lo ha definito don Jordan Coraglia quando, durante l'omelia, si è rivolto ai tantissimi adolescenti presenti: "Cari giovani, accogliete il grande insegnamento che parte dalla bara di questo vostro amico che ha conosciuto la notte prima della sera, e trasformate la vostra vita in un impegno costante di lavoro, di obbedienza, di sacrificio e di purezza".

Le parole e i movimenti della haka - la danza Maori eseguita dagli All Blacks prima dei match - hanno accompagnato l'uscita del feretro dalla parrocchiale del paese dove Federico viveva da sempre. "Ka mate, Ka mate (è la morte, è la morte") ; "Ka ora, Ka ora" (è la vita, è la vita): così due giocatori neozelandesi del Parabiago hanno reso omaggio a Federico. Poi l'ultimo abbraccio dei compagni di squadra e le decine di palloncini bianchi fatti volare in cielo.

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