Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Milioni in fatture false per i fondi Covid: chi sono i 6 bresciani arrestati

C'erano degli imprenditori bresciani al vertice del “programma criminale” che ha portato a 17 misure cautelari e sequestri per oltre 2 milioni e mezzo di euro

Foto di repertorio

Esperienza nostrana nel mondo delle false fatture: sono tutti bresciani i vertici dell'organizzazione smantellata dalla Squadra mobile della Questura di Vicenza e dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, su indicazione della Procura. Più di 150 uomini sono entrati in azione dall'alba di lunedì nelle province di Vicenza, Padova, Milano oltre che Brescia, in esecuzione di 17 misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Vicenze.

Le accuse, a vario titolo, vanno dall'associazione a delinquere finalizzata all'emissione di fatture per operazioni inesistenti, all'uso di fatture per operazioni inesistenti, truffa ai danni dello Stato (finanziamenti erogati per l'emergenza Covid), dichiarazione fraudolenta, omessa dichiarazione relativa all'Iva.

Coinvolti anche 10 bresciani: i nomi degli arrestati

Secondo quanto ad oggi ricostruito dagli inquirenti, al vertice del “programma criminale” ci sarebbero volti bresciani: Mirko Ghitti, 48 anni e residente a Vicenza, ma originario di Rovato, insieme alla moglie Chiara Andrighetti. Sono stati entrambi indagati anche per detenzione di armi da fuoco (pistole semiautomatiche e fucile a canne mozze): con loro Enrico Ghitti, 63 anni e residente a Coccaglio (zio di Mirko Ghitti).

Sono sempre originari di Rovato anche Luca Lamberti, 52 anni, a cui viene contestato il reato di tentata estorsione aggravata, e Mariangela Machina, quest'ultima però agli arresti domiciliari (gli altri citati poche righe fa sono tutti in carcere). A completare il quadro degli arresti bresciani il 64enne Luigi Picinelli di Paspardo, ma all'elenco si aggiungono altre 4 misure cautelare nei confronti di altrettanti indagati nostrani (totale 10 su 17).

Disposto il sequestro di 2,5 milioni di euro

A latere delle svariate accuse, il Gip del Tribunale di Vicenza ha inoltre disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di oltre 2 milioni e mezzo di euro nei confronti delle 9 società coinvolte nell'inchiesta (Innovation srls, D.G. Commerciale srls, Ginova srls, Edil 2014, Ag Trading,Tbs srl, ReNoMa, FM Trader, New Edil Group). In caso di incapienza è previsto il sequestro dei beni delle persone fisiche destinatarie della misura.

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